Home 80 voglia di intervistare Gli anni 80 intervistano Corrado Rizza

Gli anni 80 intervistano Corrado Rizza

370
Corrado Rizza

Oggi incontriamo Corrado Rizza, dj dai primi anni 80, lavora nei locali più rappresentativi della capitale e d’Italia, produttore discografico e scrittore.

Ciao Corrado, ti riportiamo per qualche minuto negli anni 80, quali sono i primi ricordi che riaffiorano?
Sicuramente un periodo irripetibile, che devo dire all’epoca molti hanno sottovalutato un po’, forse perché si pensava che che tutto fosse già stato fatto e scritto nei precedenti anni 70.

Cosa ti piaceva degli anni 80? 
Ricordo il senso di sicurezza e benessere dal punto di vista economico, nel senso che se avevi un lavoro – e quasi tutti l’avevano – eri sicuro di poter vivere e costruire qualcosa. Non c’era il senso di precarietà che si avverte costantemente ormai da dieci anni.

A parer tuo in quel decennio era veramente tutto possibile o era mera finzione?
Penso proprio di sì: ripeto c’era un senso di benessere totale.

Cosa cambieresti di quel periodo (ricordati che sei sulla Delorean e puoi farlo)?
Forse le pettinature femminili e le spalline delle giacche.

Hai lavorato per grandi locali di Roma come Histeria, Gilda, Miraggio, Joy. Cosa deve fare un deejay per vivere e sopravvivere con la musica?
Non perdere mai il proprio gusto musicale a favore delle tendenze del momento e guardare sempre la pista.

Sei stato anche produttore e autore di dischi e colonne sonore. Cosa pensi della musica liquida, ha ucciso veramente il mercato discografico?
Purtroppo la tecnologia non ha aiutato la musica. C’e’ stato uno sviluppo tecnologico, ma dal punto di vista commerciale la musica ha perso ogni tutela.

Corrado Rizza con Marco Trani e Jovanotti
Corrado Rizza con Marco Trani e Jovanotti

Come si può uscire da questa emorragia?
Sinceramente ci penso sempre, ma non trovo una soluzione.

Hai nostalgia del vinile?
Tantissima. Mi manca il suo odore!

Hai lavorato con grandi artisti italiani e stranieri, potendo scegliere con chi ti piacerebbe collaborare?
Mi sarebbe piaciuto collaborare con David Bowie, il mio idolo da sempre.

Chi e cosa ha influito nella tua carriera da deejay nel periodo Ottanta?
La mia amicizia con Marco Trani, la sua tecnica e il suo gusto musicale. Sono stato vicino a Marco in consolle per tanti anni e questo ha cambiato il mio modo di essere un dj.

Parlaci della vostra grande amicizia.
Una amicizia grandissima che ci ha legato per oltre 30 anni e che purtroppo è stata spezzata dalla sua morte improvvisa. Ma lo terrò sempre nel mio cuore.

Corrado Rizza con Marco Trani
Corrado Rizza con Marco Trani

Hai creato un documentario chiamato “Strani Ritmi” e un nuovo libro “Anni Vinilici”, dove Trani è il protagonista, parlaci un po’ di questi due progetti.
Sono due progetti che ho fatto per ricordare Marco e tenere vivo il suo ricordo in chi l’ha conosciuto, e per farlo conoscere a chi non ha avuto la possibilità.

Cosa stai preparando per il futuro?
Sto finendo un documentario che racconta la storia di Larry Levan e del paradise garage.

anni_viniliciScegli un disco da salvare degli anni 80! 
David bowie – Let’s dance, prodotto da Nile Rodgers degli Chic.

Puoi acquistare il libro “Anni Vinilici” a questo indirizzo:

http://www.vololiberoedizioni.it/anni-vinilici/

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.