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Il Torneo di Capodanno 1981

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Capodanno 1981
Un classico esempio delle competizioni calcistiche “una tantum” disputatesi negli anni Ottanta è senza alcun dubbio il Torneo di Capodanno 1981, le cui prime fasi ebbero luogo all’inizio del gennaio di tale anno e la finale il successivo mese di giugno.

Competizione ufficiale organizzata dalla FIGC e dalla Lega Nazionale Professionisti onde dare continuità agonistica durante l’interruzione della Serie A (dovuta alla partecipazione della Nazionale alla Coppa d’Oro dei Campioni del Mondo, rassegna celebrativa del cinquantesimo anniversario della disputa del primo Mondiale) e riservata alle sedici compagini militanti nel massimo campionato, il Torneo di Capodanno venne da subito visto quale una manifestazione “tappabuchi”, tanto che sia la Juventus sia il Torino fecero richiesta di giocare in trasferta le loro gare, prevedendo lo scarso interesse da parte del pubblico.

Le partecipanti vennero divise in quattro gironi da quattro squadre ciascuno, con le particolarità che ogni formazione avrebbe affrontato solo due delle tre avversarie del proprio raggruppamento e che ogni vittoria con almeno due goal di scarto sarebbe valsa un punto bonus (oltre ai due del successo in sé stesso): le quattro prime classificate sarebbero avanzate alla fase a eliminazione diretta, con semifinali e finale (tutte in gara secca).

Fu, inoltre, possibile tesserare appositamente per il torneo un giocatore proveniente da una federazione estera: tale opportunità venne sfruttata solamente da Inter, Fiorentina e Udinese, che ingaggiarono rispettivamente lo jugoslavo Abid Kovacevic, lo svedese Mikael Ronnberg e l’austriaco Dieter Mirnegg.

La prima fase vide qualificarsi l’Ascoli dal raggruppamento A (precedendo Catanzaro, Avellino e Napoli), la Fiorentina dal B (davanti a Pistoiese, Roma e Perugia), la Juventus dal C (dinanzi a Cagliari, Udinese e Como) e il Bologna dal D (prevalendo su Torino, Inter e Brescia), con juventini e bolognesi che si imposero nei rispettivi gironi anche grazie al punto bonus.

I bianconeri (che conseguirono un successo e un pareggio) si aggiudicarono il punto aggiuntivo in virtù del 3-1 rifilato al Como nella gara d’esordio, che consentì loro di chiudere a quota quattro in compagnia di un Cagliari vittorioso in ambedue le gare disputate (con Udinese e Como) ma sopravanzato per via del maggior numero di goal fatti a parità di differenza reti (cinque a tre contro tre a una).

Più complessa la qualificazione dei felsinei: sconfitti per 1-2 all’esordio dal Torino, i rossoblù si aggiudicarono per 3-1 la successiva sfida con l’Inter (in precedenza impostasi per 2-0 sul Brescia), agganciando a quota tre gli stessi nerazzurri e i torinisti (fermati sullo 0-0 a Brescia) ma accedendo alle semifinali per la miglior differenza reti nei confronti dell’Inter e per il maggior numero di goal fatti a parità di differenza reti (quattro a tre contro due a una) rispetto al Toro.

Le semifinali, ambedue disputate l’11 gennaio, videro l’Ascoli imporsi per 2-1 in casa sulla Fiorentina e la Juventus battere a domicilio il Bologna per 4-3 ai tiri di rigore successivamente allo 0-0 dei tempi regolamentari rimasto tale anche dopo i trenta minuti aggiuntivi.

A tal punto, il torneo “andò in letargo” per via della ripresa (sette giorni più tardi) del campionato, sicché la finale ebbe luogo il seguente 14 giugno, con Ascoli e Juventus a sfidarsi in casa dei piceni: la “Vecchia Signora” si era nel frattempo laureata campione d’Italia (per la diciannovesima volta), mentre i marchigiani avevano conseguito la permanenza.

Vogliosi di conquistare il primo trofeo ufficiale della loro storia, gli ascolani mostrarono grande determinazione, imponendosi per 2-1 grazie alle reti di Carlo Trevisanello al 50’ e di Adelio Moro su calcio di rigore all’82’, a render vana la prodezza di Marco Tardelli (a segno al 70’, per il momentaneo 1-1 piemontese).

Il Torneo di Capodanno venne ben presto dimenticato dai più: non, però, dagli ascolani, che lo ricordano come uno dei vari momenti felici di quell’Ascoli che tra il 1979-’80 e il 1988-’89 disputò ben nove campionati di massima divisione (retrocedendo solamente nel 1984-’85 ma risalendo immediatamente vincendo il campionato cadetto 1985-’86), conseguendo uno storico quinto posto nel 1979-’80 (sfiorando una clamorosa qualificazione alla Coppa UEFA), un sesto nel 1981-’82 e aggiudicandosi il già citato Torneo di Capodanno 1981 e la Mitropa Cup 1986-’87.

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Giornalista sportivo appassionato di tutto ciò che riguarda gli anni Ottanta.

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