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La mostra sui cartoni animati

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E’ arrivata la mostra dedicata ai cartoni animati!

Dalla piccola Heidi fino a Pollyanna e ancora da Peter Pan all’avventurosa Flo, sono i protagonisti al Museo della Figurina di Modena in una mostra gratuita dedicata alle immagini e alle colonne sonore dei cartoni animati che hanno accompagnato l’infanzia dei nati negli anni Settanta e Ottanta.

Intitolata “World Masterpiece Theater“, è l’ultimo episodio della serie di mostre 80-90 che celebra i cartoni animati prodotti dalla Nippon Animation dal 1975 al 1997. Il “Teatro dei capolavori del mondo” (dal giapponese Sekai meisaku gekijō) è stato un fortunatissimo ciclo di cartoni prodotto dalla Nippon Animation.

Lo stile Meisaku era caratterizzato da cura minuziosa dei dettagli e qualità grafica superiore rispetto agli anime coevi, ma soprattutto dal fatto che fosse basato sulla letteratura occidentale per ragazzi. L’intenzione era dichiaratamente educativa: oltre ad istruire gli spettatori nipponici su paesaggi, architetture, usi e costumi occidentali, offriva loro una profonda analisi psicologica dei protagonisti che, come nei romanzi, erano spesso orfani e affrontavano prove difficilissime che consentivano loro di acquisire le competenze necessarie per diventare adulti rispettabili, capaci e altruisti (gli autori giapponesi tendevano naturalmente a cercare nella cultura occidentale gli elementi più vicini alla propria sensibilità).

Precursore del progetto è il celeberrimo Heidi, creato da Isao Takahata e Hayao Miyazaki nel 1974, che, a causa degli alti costi, portò al fallimento della casa di produzione Zuiyo Eizo, costretta a scindersi in due distinte società, una delle quali sarà la Nippon Animation. Tra i cartoni più amati di fine anni Settanta e inizio anni Ottanta si possono ricordare: “Marco. Dagli Appennini alle Ande” (1976), tratto dal libro Cuore, “Anna dai capelli rossi” (1979), “Tom Story” (1980), tratto da Le avventure di Tom Sawyer, “Flo, la piccola Robinson” (1981), “Lucy-May” (1982) e “Là, sui monti con Annette” (1983). Dal 1986 al 1993 la veste grafica degli anime subisce una trasformazione e i colori si fanno più vivaci e intensi, come si può notare in “Pollyanna” (1986), in “Una per tutte, tutte per una” (1987), trasposizione animata del romanzo Piccole Donne e in “Peter Pan” (1989).

Soprattutto nel corso degli anni Ottanta e prima metà degli anni Novanta, l’Italia contribuisce al successo dei cartoni animati del World Masterpiece Theater, testimoniato dalla popolarità crescente degli album di figurine a essi dedicati. Il ciclo si conclude ufficialmente il 23 marzo 1997 per essere poi solo temporaneamente recuperato negli anni Duemila con alcuni anime tra cui “Sorridi, piccola Anna” (2009), basato sul romanzo prequel che descrive i primi undici anni di vita di Anna Shirley.

Sebbene non facciano parte ufficialmente del ciclo denominato World Masterpiece Theater, molti altri cartoni animati condividevano le tematiche tratte dalla letteratura occidentale per ragazzi e l’intento educativo. Tra questi, alcuni prodotti della Nippon Animation come “L’ape Maia” (1975), “Jacky, l’orso del monte Tallac” (1977), “D’Artacan e i tre moschettieri” (1981), Il giro del mondo di Willy Fog” (1983), “Il libro della giungla” (1989), e cartoni animati di stile Meisaku di altre case produttrici quali “Remi – Le sue avventure” (1977), “Capitan Futuro” (1978), “Nils Holgersson” (1980), “Don Chisciotte” (1980), “Il Mago di Oz” (1987), Robin Hood (1990). Non è giapponese, infine, ma spagnolo il cartone animato “David Gnomo amico mio” (1985), tratto da un libro illustrato per bambini.

La mostra è nata con l’obiettivo di indagare un periodo cruciale della storia della figurina caratterizzato dall’irrompere della televisione commerciale nei diversi ambiti della vita sociale.

SedeMuseo della figurina, Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande n. 103 – Modena
Periodo: 3 marzo-22 luglio 2018
Orari: dal mercoledì al venerdì 10.30-13 16-19; sabato domenica e festivi 10.30-19
Ingresso gratuito

Per maggiori informazioni clicca qui.

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