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Intervista a Ennio Tricomi (Italo Disco Takes Over)

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Ennio Tricomi
Abbiamo intervistato Ennio Tricomi figura chiave della italo disco anni 80 e organizzatore dell’evento Italo Disco Takes Over.

Come a tutti i nostri intervistati ti do le chiavi della DeLorean per tornare negli anni 80, in che anno vai e cosa fai per prima cosa?
Innanzi tutto sfrutterei l’occasione per farmi un giretto anche in anni precedenti perchè i 50, i 60, ed i 70 sono stati anni fondamentali per poter vivere gli 80 ai livelli in cui è stato possibile.

Ascoltare il rock & roll nei 50, suonare nei 60, fare il dj nei 70 e produrre dischi nell’80 è un escalation che vorrei rivivere grazie alla DeLorean o a qualsiasi altra diavoleria tutti i giorni e magari prima e dopo i pasti.

Degli anni 80 scelgo il 1983, l’anno in cui è nata mia figlia Chiara, che proprio grazie alla sua nascita è stato l’anno dell’equilibrio dopo una vita spericolata. Il 1983 è stato anche l’anno in cui ho fondato la Cruisin’ Records dopo una gavetta di strada durata 20 anni. La prima cosa che faccio prima di qualsiasi altra “mi prendo un buon avvocato”.

Lsd Parma 1967
Lsd Parma 1967

Cosa ami della decade ottanta e cosa invece pensate che sia sopravalutato di quel periodo?
La predisposizione al rischio, il desiderio di fare, di buttarsi nell’impresa con sogni da realizzare e grande entusiasmo.

Per restare nella musica se no facciamo notte, l’idea di poter essere davvero liberi o di essersi liberati di una serie di lacci e laccetti (costrizioni) che il tempo ci ha fatto capire che non era così.

E’ stato un pò come vedere un film western dove sullo schermo tu vedi i pellerossa cattivi che tagliano gli scalpi e uccidono i poveri bianchi e poi a distanza di anni capisci che i bianchi erano gli aggressori, gli invasori e che sono stati loro a rubare le immense praterie ai pellerossa per costruire grattacieli e centrali nucleari.

Sei stato musicista, deejay, compositore e produttore musicale. Parlaci delle tue esperienze e a quale professionalità sei più legato.
Sono stato un musicista scadente per due motivi fondamentali, avevo talento ma ero troppo attratto dall’altro sesso e preferivo la compagnia di una giovane fanciulla a passare i miei giorni a rifare i giri di basso di Stanley Clarke o di Jaco Pastorius e poi ho sempre suonato in band con ottimi musicisti a cui mancava il management per cui capivo che qualcuno avrebbe dovuto ricoprire anche quel ruolo e quindi invece del conservatorio ho preferito gli studi da Adam Smith a Jeremy Rifkin, a Phil Kotler e Peter Drucker.

Come autore e compositore mi sono ritrovato più spesso a fare i conti con la mia coscienza e a scrivere per gli ideali piuttosto che per la quotidianità e questo secondo me che fa la differenza tra autori e cantautori.

Ma anche qui il processo è troppo ampio e non riuscirei a renderlo esaustivo se non con qualche vita in più.

Ennio & Billy Preston

Parliamo del tuo evento “Italo Disco Take Over”. Come nasce l’idea di questo evento dedicato alla Italo Disco? Come mai il nome “Take Over”?
Ho sempre considerato quel periodo una fucina di talenti maturi che provenivano dal quel passato, gli anni 70 e per i più maturi anche i 60, che avevano lasciato dentro ciascun musicista o appassionato di musica una quantità indescrivibile di potenzialità inespresse che sarebbero prima o poi esplose.

Era sufficiente uscire dagli schemi, abbattere i muri, sperimentare il proprio coraggio. Alcuni l’hanno fatto prima altri ci sono arrivati subito dopo ma nessuno è stato capace di cercare un’unità di intenti e quindi non c’è mai stato un movimento vero, ma un insieme disperso di lupi sciolti.

Questa assenza di unicità nelle diversità è ciò di cui ho sempre sentito la mancanza e Takes Over serve a colmare tutto questo e nello stesso tempo a riconoscere che prima dei Maneskin, ben 40 anni prima, delle crew formatesi a Milano come a Roma, come in Toscana, in Emilia ed in Romagna avevano colpito l’attenzione e l’interesse di milioni di fans in tutto il pianeta, con un genere musicale che invece di puntare l’obiettivo sulle frustrazioni dell’essere, ricercava nel movimento dei corpi, nella danza, nella socialità, la capacità di alleviare le problematiche, le difficoltà, le ipocrisie, le paure, le ansie, degli uomini e delle donne giovani del pianeta.

Questi movimenti musicali mancati ma presenti individualmente, hanno subito attacchi, insulti, disprezzo e nel migliore dei casi totale mancanza di considerazione, dal mainstream discografico dell’epoca, dalla stampa specializzata, dagli stessi cantautori e da una serie di programmatori radiofonici affezionati a generi più “impegnati”.

Il nome Takes Over (prendere il sopravvento) deriva da un articolo del Newsweek uscito nel 1979 che determinò contro il parere dei detrattori, che la disco music non era affatto un fenomeno banale ed effimero e le generazioni future ne avrebbero dimostrato il valore e la sensibilità. Ma anche qui i discorsi sarebbero ad oltranza.

Cosa potranno aspettarsi i visitatori dell’evento?
Indosseranno una maschera tridimensionale e grazie alla piattaforma Takes Over convergeranno nella community degli anni 80 e rivivranno i suoni, i soggetti, le esperienze, i movimenti, di un’epoca che ha giusto bisogno di protagonisti che come avatar creati da un metaverso si muoveranno all’interno di un mondo rivalutato.

L’inaugurazione dell’evento sarà all’Altro Mondo Studios di Rimini, locale che proprio negli anni 80 ha dato una svolta al modo di fare discoteca grazie alle performance dei “Creatures” e dalle scenografie futuristiche.

Come si svolgerà la serata?
Una sequenza sparata di artisti veri che hanno suonato una vita, che hanno venduto dischi in tutto il mondo, insieme a djs che li hanno promossi e lanciati dalle consolle delle migliori discoteche d’Italia.

Cosa resterà degli anni 80?
Un verità dentro ad una grande bugia.

Lasciamoci con un disco, quello che per te rappresenta al meglio gli anni 80.
Per quanto riguarda l’Italo Disco non ho dubbi e sono di felliniana memoria e quindi dico “Dolce Vita”

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Il nostro intervistatore ufficiale, il suo grido di battaglia è sempre lo stesso: "e siate felice, felici, felici supersmack"!

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