Paolo Ravelli
Paolo Ravelli
"Avevamo tutti quell´etá in cui non hai ancora deciso de mettere su famiglia o perderti per il mondo." Mediterraneo. Film datato 1991, in realtá ultimo film di Salvadores degli anni 80. Dopo aver vissuto gli '80 da teenager, é arrivata la scelta di: perdermi per il mondo! Prima la Germania, poi 15 anni di Asia (passati tra Shanghai, Tokyo e Singapore) e da qualche anno il Messico. Passioni? Il Design, la fotografia, i viaggi , la musica. E la buona cucina.

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Libri e librerie anni 80. Cosa leggevamo prima di internet?

Parlare di libri è come parlare di musica o di film. É un niente perdersi nel mare magnum degli stili, delle categorie tematiche, dei gusti personali. Ma prima di parlare di cosa leggevamo, è forse interessante chiederci perché e come leggevamo.

Il perché è semplice: un libro ci faceva compagnia in treno, in aereo. in vacanza, sotto l’ombrellone. Il libro lo si sceglieva perché ci piaceva la copertina, perché ne avevamo sentito parlare o ce ne avevano parlato. Un libro si poteva acquistare, ma più spesso ce lo prestavamo uno all’altro. Non aveva bisogno di wi-fi per essere aperto e consultato. Letto, riletto, sottolineato o scarabocchiato.

Note, appunti. Ma molto più spesso dediche. La dedica dell’autore quando si andava in libreria alla presentazione del libro, e gli o le si chiedeva una dedica “con affetto” o “con simpatia “.
O più spesso era una dedica nella prima pagina ad una persona amata, ad un amico ad una amica. O una dichiarazione d’amore. Perché sempre il regalo di un libro era un regalo personale, pensato, un modo per dire: ti farò compagnia, attraverso questo libro, per tutta la durata del cammino della sua lettura.
Un messaggio che né il tempo né la distanza potevano cancellare.

Era una esperienza fisica, tangibile, reale. Non doveva essere messo sotto carica sul comodino la sera. Anzi. La sera era spesso il momento nel quale accadeva la magia: una lampada da comodino accesa, uno snack ed il flusso delle parole si trasformava in immagini.

Le parole si facevano vive, avvolgenti.

E che dire delle calde estati in riva al mare. Senza il potere ipnotico dei social media, dello tsunami di immagini ed informazioni, gossip, risultati spartivi, l’unico antidoto alla “maledetta noia” era la carta stampata. Certo i quotidiani, certo l’enigmistica, ma nulla come un buon libro ci prendeva per mano e ci accompagnava per tutta la vacanza.
Ed era bello, quando già si tornava in città, quando magari i primi freddi ci obbligavano a sciarpe e cappotti, ritrovare il libro che si era letto in riva al mare, scoprendo che la copertina era deformata da qualche schizzo di acqua salata e tra le pagine si annidavano granelli di sabbia adriatica o tirrena.

Che fosse un classico della letteratura o una biografia di qualche importante personaggio politico o sportivo. Oppure ancora un fantasy o un racconto del brivido, la presenza discreta di un libro riempiva le camere da letto, i soggiorni, le sale da caffè.

E poi, per chi amava vivere immerso nei libri e nella lettura, di era uno spazio che a raccontarlo oggi sembra fantascienza: il club del libro. Amici, conoscenti, che spesso non avevano altro in comune al di fuori della passione per la lettura. E che vivevano insieme il rito dell’incontro per parlare di un libro di un autore di una saga fantasy o di una collana dedicata alla storia.

Insomma, tornando alla domanda iniziale: cosa leggevamo? Come oggi, di tutto. Certo non davanti ad uno schermo illuminato, ma toccando ed annusando le pagine in fibra di cellulosa, ma la lettura è da sempre un viaggio personale. Nelle nostre fantasie.

E allora, come si diceva allora, passiamo ai consigli per la lettura: un libro per le vacanze!

Quarto posto: VOLEVO I PANTALONI

Il romanzo d’esordio di Lara Cardella. Anno 1989. È la storia, in parte autobiografica, di una adolescente siciliana, Annetta che costretta dal maschilismo e dall’ottusità della famiglia deve adattarsi a regole sociali secondo lei ingiuste.
Annetta, ed il desiderio dei pantaloni, è in realtà il desiderio di libertà, di sognare il rispetto l’autonomia e non il matrimonio e le regole imposte dai ruoli tradizionali. la storia si sviluppa in un paese della Sicilia, dominato da rigidi pregiudizi morali, ipocrisia e violenza morale e fisica.
Il successo fu travolgente, ed in parte anche inaspettato. Tanto da diventare un fenomeno di costume, fino a trarne un film diretto da Maurizio Ponzi.

Terzo Posto LE MILLE LUCI DI NEW YORK

Anche questo un libro d’esordio. L’autore: Jay McInerney. Il titolo che strizzava l’occhio al mito della Grande Mela. Mecca, negli anni 80, di ambizioni, sogni e desideri di successo. In realtà il protagonista è un insolito eroe, senza nome e che si trova improvvisamente solo e senza lavoro. L’abbandono della moglie lo fa precipitare in un abisso di disperazione, da colmare a colpi di sniffate di cocaina e gesti spericolati. Scritto nel 1988, quando le mille luci degli anni 80 si stavano già lentamente spegnendo.

Secondo Posto: L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE

È un romanzo cecoslovacco del 1982, scritto da Milan Kundera. Detto così, sembra una specie di Corazzata Potemkin di fantozziana memoria. In realtà, anche se ambientato negli ambienti intellettuali cecoslovacchi del periodo fra la Primavera di Praga e la successiva invasione sovietica, le vicende politiche rimangono sempre sullo sfondo della storia. I temi principali: il dilemma esistenziale (la libertà, così leggera da diventare ad un certo punto insostenibile) e la relazione tra il caso ed il destino. Quattro protagonisti che si incontrano, si sfiorano, si lasciano per poi ritrovarsi. Tomas, chirurgo di successo sposato ma irresistibilmente attratto dall’amore frivolo, leggero, senza legami. L’opposto di sua moglie Tereza che invece è lo specchio della gelosia, della dedizione assoluta. Sabina, è amante di Tomas. Una artista, pittrice, che trova nel tradimento di ogni regola la sua personale ricerca della libertà e quindi della felicità. Infine, Franz, altro amante di Sabina. Idealista, legato ai suoi ricordi ed alla ricerca disperata di un senso della morale delle cose. I quattro protagonisti si incontrano e si scontrano senza una logica apparente. Per poi trovarsi ad accettare che il proprio paese come le proprie vite sono ineluttabilmente costrette alla pesantezza del vivere.

Primo Posto: IL NOME DELLA ROSA

Un altro romanzo d’esordio. Scritto nel 1980 e vincitore dello Strega 1981: Umberto Eco.
È il racconto di un monaco, Adso da Melk, che divenuto anziano decide di raccontare del suo incontro e dei momenti vissuti con il maestro di quando era novizio: Guglielmo da Baskerville. E più specificamente gli avvenimenti accaduti in occasione della visita di Guglielmo, frate francescano inglese, ad un indefinito monastero benedettino situato nell’appennino toscano, nell’anno di grazia 1327. Monastero sede di un delicato confronto filosofico tra i francescani sostenitori delle tesi pauperistiche, appoggiate dall’Imperatore Ludovico, ed i delegati della curia papale, di Papa Giovanni XXII, insediata in quel tempo, ad Avignone.
Morti misteriose, labirinti e passaggi segreti, caccia a misteriosi manoscritti. Il romanzo percorre le stagioni della vita, della filosofia e dell’amore. E la ricerca di un testo proibito, avvelenato, il secondo libro della Poetica di Aristotele, che solo un incendio riuscirà a distruggere.
Scampati all’incendio Adso ed il suo maestro Guglielmo si separeranno per sempre.
Molte critiche per un medioevo un po’ caricaturale (streghe e inquisizione), qualche anacronismo, ma anche un successo planetario che ha attraversato il decennio ed è ancora oggi una lettura di livello assoluto. Reso ancora più popolare dal film, interpretato da un magistrale Sean Connery nei panni di Guglielmo da Baskerville, uno 007 del XIV secolo.

Nota personale: per un amante degli scritti di Sir Arthur Conan Doyle, Baskerville è un nome speciale! Luogo dove Sherlock Holmes ed il fido Watson si sono trovati ad aver a che fare con un mortale mastino! (Il Mastino di Baskerville, o nel suo titolo originale: The Hound of Baskervilles)

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