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Il peggio di Sanremo anni 80

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Sanremo anni 80

…ovvero i “nuovi mostri” di Sanremo negli anni 80.

Di canzoni trash nel decennio Ottanta ne sono state realizzate parecchie: noi abbiamo cercato di raggruppare quelle più rappresentative, e dopo averle riascoltate siamo sicuri che non vi lamenterete più di quelle che ascolterete in questi giorni di Festival.

Tom Hooker all’inizio degli anni 80 non era ancora immerso nella realizzazione di brani italo-disco, e si presentò con tutina stile Mork e corpo di ballo cantando la sua sensuale “Toccami” nel 1981.

Una giovanissima Giorgia Fiorio (chi???) nel 1984 presenta un improbabile testo, supportato da un’inquietante esibizione composta da espressioni facciali che fanno pensare a una persona posseduta.
Nonostante questo è riuscita a partecipare a ben tre edizioni del Festival.
Nelle altre, il suo spirito ha aleggiato nell’Ariston in stile Fantasma dell’Opera.

Scritta da Franco Califano, “Che brutto affare” (in tutti i sensi) presenta un testo formato da rime ridondanti, che unite alla movimenta esibizione di Jo Chiarello nel 1981, rappresenta una delle peggiori produzioni uscite dalle sapienti mani del Califfo.

Negli anni 80 i Ricchi e Poveri sfornavano un successo dietro l’altro, tutti immediati tormentoni.
O meglio: tutti tranne uno, la canzone presentata al Festival nel 1988 e scritta da un altro mostro sacro di quel periodo: Umberto Balsamo.
Diciamo la verità: la canzone era veramente terribile e preferiamo ricordarli con “Sarà perché ti amo”, decisamente più divertente e orecchiabile.

Benedicta e Brigitta Boccoli, il dinamico duo di soubrettine lanciate dalle TV del biscione, si presentarono nel 1989 con la canzone “Stella” (cadente direi) prodotta dal dinamico duo di produttori Cecchetto-Jovanotti.
Le prime riuscirono così a realizzare uno dei pochi fallimenti nella carriera dei secondi (forse l’unico).

La canzone del 1988 di Mino Reitano è talmente trash da diventare un vero tormentone. L’Italia nazional-popolare scritta dal buon Umberto Balsamo (una sicurezza) rimarrà negli annali del brutto a tutto tondo di Sanremo.

Non ve la ricordate questa vero?
Meglio.
Dimenticare la canzone di Paolo Barabani (ri-chi???) del 1981 dedicata a Gesù e al suo somarello compagno di mille avventure è una vera fortuna per tutti.

Sì, sappiamo bene che ci sono altre canzoni sanremesi altrettanto terribili nel decennio, ma diremmo che se avete ascoltato queste, la punizione è stata sufficiente.

Perché Sanremo è Sanremo.

 

 

 

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