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I successi dei Sanremo anni 80

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Sanremo

Per molti (compreso chi scrive) il momento più bello ed emozionante della prima serata del Festival di Sanremo 2017 è stato l’apertura.

Non il pur meritevole omaggio di Tiziano Ferro alla memoria di Luigi Tenco.
E neanche l’ingresso, senza scala, della signora dell’Ariston Maria De Filippi.
Ci riferiamo alla lunga citazione dei vecchi successi che, dal 1951 ai giorni nostri, sono rimasti nei cuori del grande pubblico (alla radio, tra le pagine dei diari e sulle frasi dei cioccolatini), pur non avendo vinto la gara. E in particolare, alle canzoni che hanno reso grande la kermesse sanremese nel decennio che più ci sta a cuore: gli anni ottanta.

L’excursus inizia dal 1980, quando un giovane e phonatissimo Pupo (Enzo Ghinazzi) conquista le ascoltatrici intonando la struggente Su Di Noi, piazzandosi al terzo posto. Ancora oggi la ballata, scritta da Ghinazzi insieme all’allora sua compagna Donatella Milani, manda in delirio i locali notturni durante le serate revival.

Si prosegue con l’edizione del 1981, ricchissima di canzoni destinate ad entrare nella leggenda: Maledetta Primavera, interpretata da Loretta Goggi (da molti considerata vincitrice morale, ma arrivata solo seconda), la quinta classificata Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri (tuttora non c’è veglionissimo che si rispetti senza di loro) e infine la bellissima Ancora di Eduardo De Crescenzo.

Qui si apre uno spiacevole capitolo per l’attuale gestione festivaliera: come attentamente rilevato dal sito Rockol, infatti, gli autori di Carlo Conti (e dire che non ne ha pochi!), nel preparare la striscia andata in onda ieri, hanno commesso una serie di strafalcioni mal riportando i dati dalle classifiche dell’epoca.
Per esempio, stando al la loro clip, Ancora sarebbe arrivata ottava nella graduatoria finale, mentre in realtà (come risulta da ricerche e riscontri facilmente operabili in rete) rimase fuori dalla top ten.

Ma procediamo con la nostra nostalgica carrellata.
Nel 1982 Al Bano e Romina Power si consacrano (nel caso ve ne fosse stato bisogno) coppia d’oro della canzone italiana con Felicità, che si piazza seconda; intanto un esordiente che tanto avrebbe fatto parlare di sé si ferma al 22esimo posto con la spavalda Vado al Massimo: Vasco Rossi.

Vasco mette a segno un altro colpaccio l’anno dopo, nel 1983, col manifesto generazionale Vita Spericolata (25esima classificata), mentre vanno forte i Matia Bazar e la splendida voce di Antonella Ruggiero in Vacanze Romane (4° Posto) e l’intramontabile inno L’Italiano di Toto Cutugno (quinto).
Il 1984 è l’edizione di Fiordaliso e Non voglio mica la luna, la dichiarazione strappalacrime cui ancora oggi milioni di adolescenti si aggrappano, ferma però in quinta posizione.

Nel 1985 si impongono due giovincelli destinati a far grande la musica italiana in ogni parte del globo: il ciuffo luccicante di brillantina, gli occhi adolescenti e fieri di Eros Ramazzotti con Una storia importante (in sesta posizione); Zucchero con Donne, addirittura 21esimo.

Anno memorabile anche il 1986, grazie a Il Clarinetto dell’irresistibile Renzo Arbore, secondo classificato. Il 1987, invece, segnato da un nuovo successo dei coniugi Al Bano e Romina con Nostalgia Canaglia (terzo posto), deve rappresentare un ricordo confuso per gli autori di Carlo Conti e del Festival 2017, che piazzano al terzo posto l’evergreen Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia; peccato che il brano (scritto da Enrico Ruggeri) risulti solo ottavo.

Nel 1988 Fausto Leali ci fa versare copiose lacrime (inarrestabili ancora oggi) con Mi manchi. Il 1989 è l’edizione aperta dalla malinconica Cosa resterà degli anni ’80 (Raf, al quindicesimo posto), ma soprattutto del ritorno sul palco dell’Ariston della grande Mia Martini con Almeno tu nell’Universo (scritta da Bruno Lauzi, nona classificata).

Strafalcioni di ieri sera a parte, possiamo dire di aver scritto con grande orgoglio questo pezzo e, allo stesso modo, di esserci emozionati fino alle lacrime guardando il collage dedicato ai successi sanremesi.
Brani memorabili, pur non vittoriosi, che dagli anni ‘80 ad oggi rappresentano la nostra insostituibile colonna sonora.
Il vero tesoro, il cuore prezioso di una playlist adatta ad ogni stagione.

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