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Il ritorno di “mamma Ebe”

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mamma Ebe

Mamma Ebe” per noi degli anni 80 non è un nome nuovo, anzi.
Al secolo Gigliola Giorgini, oggi 83 anni, diventa “famosa” nel decennio ottanta, quando a suo carico vengono aperte varie inchieste sulle sue prestazioni da santona e guaritrice.

Nel 1985 addirittura usci un film dedicato a lei, realizzato dal regista Carlo Lizzani e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.

Oggi la santona che abita sulle colline di Cesena, dove negli anni 80 sorgeva il suo “tempio“, è responsabile di aver esercitato abusivamente la professione medica su una giovane donna, costretta ad applicare sul proprio ventre una sostanza dagli effetti, a detta di “Mamma Ebe” miracolosi.

La donna, con problemi di fertilità è stata costretta dal marito a recarsi da “Ebe” per intraprendere una cura “alternativa” offerta (sicuramente a caro prezzo) dalla santona. Ancora oggi gli adepti della maga sono numerosi e l’aiutano nella sua attività illecita nonostante il suo stato di arresto domiciliare dal dicembre 2014, dopo esser stata condannata a 4 anni di reclusione per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’esercizio della professione medica.

La “carriera” di “Mamma Ebe” ha provocato accuse per reati dal 1980 al 1994, con un catalogo completo che van dall’estorsione ad anziani con la promessa di una guarigione, alla persuasione psicologica dei seguaci, fino ad arrivare alla finta professione di medico.

La prima accusa fu nel 1980 per sequestro del genitore di una ragazza entrata nel suo ordine, reato per il quale fu processata e condannata nel 1984.

La sua fama la portò a creare un ordine religioso (fortunatamente mai riconosciuto dalla Chiesa).
Negli anni ottanta operò nella zona di San Baronto, poi Borgo d’Ale in provincia di Vercelli e quindi Roma e Carpineta. Nelle case gestita dalla organizzazione (in Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna) si sarebbero consumati gravi abusi fisici e psichici, sotto forma di trattamenti medici e riti religiosi sui malati, ai quali sarebbe stato estorto denaro in cambio della promessa di guarigione.

“Mamma Ebe”, scarcerata dal 2014, insomma perde il pelo, ma non il vizio.