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I 3 album preferiti della tua adolescenza

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La musica riveste un ruolo importante nella vita delle persone, e determinante in quella degli adolescenti.

Negli anni 80, posando la puntina sui solchi il vinile ti obbligava a un rispetto per la musica che altrimenti non avresti avuto; proprio per la delicatezza di questa manovra, non avresti di certo potuto skippare i pezzi come fai selvaggiamente oggi con un mp3, con lo streaming o un semplice (e ormai superato) CD.

La musica permette alle nostre corde più profonde di vibrare e ci fa sentire in modo forte le emozioni che confusamente in noi si agitano. Su un disco in vinile ogni singolo granello di polvere influisce sulla musica, la cambia, rendendo l’ascolto ogni volta unico.

Non esiste persona al mondo che non si emozioni davanti a un disco in vinile. Avvicini le orecchie al disco, senti quel rumore simile ad un grammofono lontano e ti rendi conto che la musica nasce da lì, da un posto fisico. Quando oggi ascoltiamo un vinile, significa che stiamo dedicando a noi stessi il tempo necessario per ascoltare dalla prima all’ultima traccia, e in una società che corre sempre più veloce come la nostra, riappropriarsi del proprio tempo e del gusto dell’ascolto è un sacrosanto diritto, anzi un dovere di ognuno di noi.

Se tu dovessi fare una classifica ultra selettiva dei 3 album che hanno segnato per la maggiore la tua adolescenza, quali sceglieresti ?

Io personalmente posso mettere sul podio con tanta difficoltà – 3 dischi di rilievo che negli anni 80 mi hanno fatto viaggiare con la fantasia…

Partirei dall’album Notorious dei Duran Duran: ricordo quel suono secco della batteria di Steve Ferrone in “Hold Me”, il suono spiccato del basso di John Taylor in “Meet El Presidente”, le sinfoniche tastiere di Nick Rhodes sulle note di “American Science” e soprattutto della tonalità in falsetto della voce di Simon Le Bon in “Skin Trade”.

Through The Barricades degli Spandau Ballet non è stato un album da meno. Ho viaggiato molto con la fantasia sulle note di “Virgin” e per farmi forza nei momenti neri delle mie giornate no, e ascoltavo “Cross The Line” ripetutamente, perché amavo il suono della chitarra di Gary Kemp!

Il terzo album che ho selezionato nei miei ricordi più forti è True Blue di Madonna, che ascoltavo quando ero un po’ malinconico, ma al contempo speranzoso di un futuro ricco di emozioni.
Quando riascolto “Open Your Heart” e “Live to Tell” torno magicamente nei ricordi della mia cameretta: questa è la forza della musica!

Avevo circa 16 anni quando questi 33 giri volavano in vetta alle classifiche mondiali. Come ognuno di noi avevo i miei problemi adolescenziali, ma anche i miei sogni; e la musica era la nostra compagna più fedele.

La musica ha un grande potere calmante e perfino catartico, azzarderei dire di purificazione… insomma l’importante è che ci coinvolga, il resto conta poco !

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