Ok,Batman è tornato al cinema (come evento speciale dal 14 al 16 settembre 2026).
L’ennesimo film sull’uomo pipistrello in questa decade che ha visto trionfare i supereroi ai botteghini? No.
Parliamo proprio del “Batman” di Tim Burton, quello del Joker di Jack Nicholson, quello con Michael Keaton Kim Basinger e le canzoni di Prince, quello con la batmobile più figa di sempre e dei record di incassi.
Ma riavvolgiamo un attimo il nastro.
1989 viene annunciata l’uscita del film su Batman. La regia è affidata a Tim Burton, che non era ancora il nome che conosciamo tutti ma un regista “strano” con un passato alla Disney, un paio di titoli fra cui “Beetlejuice – Spiritello porcello” che ebbe un buon successo, tanti cortometraggi e poco altro.
Batman, fino ad allora, a livello filmico veniva associato al personaggio televisivo anni 60 con le sue tutine di stoffa, le musiche beat, le atmosfere colorate e surreali, gli PUM SMASH KAPOW che spuntavano immancabilmente sullo schermo durante le scazzottate e l’atmosfera da commediola spensierata.
Insomma la roba più camp immaginabile, che ci teneva compagnia soprattutto nei caldi pomeriggi o preserali estivi dei canali tv regionali degli anni 80 con vigoroso divertimento.
Incredibile a dirsi ma l’annuncio che il nuovo Batman al cinema sarebbe stato interpretato da Michael Keaton, attore conosciuto soprattutto per commedie e film leggeri, nonché interprete del precedente film di Burton che comunque era un personaggio grottesco e demenzialmente delirante, non fu accolto positivamente dai fan dell’uomo pipistrello, tutt’altro. In era pre Internet e pre social ci si comportava esattamente come nell’era di internet e dei social, ma in maniera più anni 80.
Migliaia e migliaia di lettere di protesta giunsero alla Warner, spinte anche da molta stampa che riteneva inadeguata la scelta di un attore da commedia per un personaggio che proprio in quel periodo, su carta, stava trovando un suo nuovo percorso più serio e dark che avremmo poi conosciuto come “cavaliere oscuro” grazie ad autori come Alan Moore e Frank Miller.
Alcuni trovarono anche da criticare la scelta di Jack Nicholson per il Joker, attore troppo serio per quel ruolo di villain ma con tratti da commedia come era stato rappresentato al cinema fino a quel momento. E poi venne fuori che non ci sarebbe stato Robin al fianco dell’uomo pipistrello.
Sacrilegio!
Eppure tutte queste critiche e dubbi vennero spazzati via in un lampo alla visione del trailer prima e del film dopo.
E fu subito Batmania.
Il logo del pipistrello nero su sfondo oro o giallo spuntò ovunque, t shirt felpe cappellini quaderni zaini borse diari. Sì perché il film arrivò in Italia a cavallo dell’inizio dell’anno scolastico trainato dall’enorme successo americano e Batman fu il protagonista assoluto di quei mesi, me compreso ovviamente.
Avevo la cassetta delle canzoni di Prince, la cassetta delle musiche di Danny Elfman, l’album delle figurine, ovviamente il modellino della Batmobile (ripeto, la più figa della storia del cinema, poco da discutere), avevo la felpa col logo sul petto, il cappellino rigorosamente nero, ricordo di aver avuto anche il marsupio.
Anche le televisioni parlavano di Batman ogni 5 minuti, dai telegiornali che narravano dell’enorme successo al botteghino (fu insieme al terzo Indiana Jones il film più visto dell’anno e uno dei più visti di sempre per molti anni) a programmi come Deejay Television.
E questo non faceva altro che accrescere, in me e nei miei amici, quella voglia di vedere il film al cinema, sfizio che ci togliemmo nelle festività di natale quando il film giunse finalmente nella sala del nostro paese. Ricordo ancora quel sabato sera col cinema imballato e ripieno di pipistrelli neri su sfondo oro o giallo, i pacchetti di pop corn e le bottigliette di bibite varie, le emozioni del grande schermo e gli applausi a molte scene.
Emozioni che si potranno vivere ancora oggi e domani, 16 settembre, in alcuni cinema.
Vado a cercare la felpa con il logo nero su sfondo giallo.
