Home Moda Basta con i tarocchi! Vogliamo i Ray-Ban originali!

Basta con i tarocchi! Vogliamo i Ray-Ban originali!

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Ray-Ban

Se devo fare una raccolta degli elementi che hanno rappresentato gli anni ’80 non posso non includere alcune cose basilari come la disco music, il cubo di Rubik e i Ray-Ban.

Già, i Ray-Ban. Se lo chiedi a me o a qualche altro “80enne” sembra che gli unici modelli mai costruito siano quello che indossano i Blues Brothers e Tom Cruise in Top Gun. E invece non è affatto cosi.

blues brothers

Innanzitutto facciamo un po’. di chiarezza e diamo ad ogni cosa il suo nome. Incominciamo dall’inizio: Ray-Ban è un marchio fondato dalla ditta americana Bausch & Lomb. A questo brand sono stati accostati due modelli: i Wayfarers (quelli che indossano i Blues Brothers) e gli Aviators (quelli che ha Tom Cruise in Top Gun) (https://en.wikipedia.org/wiki/Ray-Ban_Wayfarer). Due modelli di occhiali però, che non sono stati inventati negli anni ’80, ma molto prima. Infatti il modello Wayfearer viene prodotto dal 1956: da quell’anno inizia la sua strada verso la consacrazione anche se, come cantano gli AC/DC “It’s a long way to the top if you wanna rock and roll” e infatti prima di diventare l’oggetto cult degli anni ’80 i Wayfearer ne hanno dovute passare molte.

Jfk con un paio di Ray-Ban Wayfearer
Jfk con un paio di Ray-Ban Wayfearer

Gli anni ’50 e ’60 indubbiamente sono stati i loro momenti di gloria: erano una novità e rompevano gli schemi tradizionali degli occhiali prodotti fino ad allora. Gli anni ’70, quelli della contestazione di tutto quello che c’era stato “prima”, li hanno un po’ snobbati e un po’ dimenticati. Sono poi stati gli anni ’80 a riportarli in auge, consacrandoli a veri e propri status symbol. E tra gli elementi che ne hanno sospinto e sorretto l’immagine mitologica, c’è proprio il cinema e i suoi accostamenti azzeccati con gli attori giusti.

Il marchio è diventato così popolare in Italia da essere addirittura diventato italiano: nel 1999 infatti il colosso Luxottica ha messo a segno la storica acquisizione (per oltre 1.000 miliardi di lire) del brand, che da allora rappresenta il top del made in USA… made in Italy.

L’aspetto su cui mi voglio soffermare è però un altro.

Come potrete immaginare, quando c’è del miele molto buono le api che ci si fiondano sono molte. Da che mondo è mondo (per quanto io ricordi), ci si ritrova quindi circondati da numerosi venditori della domenica di Ray-Ban Wayfarers (d’ora in poi li chiamerò Ray-Ban e basta!), quando non da copie contraffatte. Comprese copie da 10 euro che di bello non hanno nulla se non l’imitazione dell’originale.

Sì, ok… già quando ero ragazzo chiunque avrebbe voluto avere gli occhiali dei Blues Brothers oppure di Tom Cruise, ma il massimo che ci si poteva permettere erano un paio di Ray-Lan da abbinare alle Like nuove di fiamma. non c’è dubbio che spendere le centomilalire di una volta per un paio di occhiali non fosse alla portata di tutti… e non lo sono nemmeno i prezzi di oggi. Bisogna considerare che questo tipo di oggetto… non è un semplice oggetto.

E nemmeno più uno status symbol: è semplicemente uno di noi, uno splendido “80enne”.

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