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Cibi degli anni 80 che non esistono più

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Ci sono prodotti alimentari e bevande che dagli anni 80 ad oggi sono scomparsi dalle tavole e dagli scaffali di tutti gli italiani .

Per molti una fortuna, per altri invece una mancanza: dipende dai gusti e da quanto siete riusciti ad uscire indenni dal periodo Ottanta. Ecco una breve carrellata, aspettiamo di scoprire i vostri preferiti!

One-o-One.
Anni 80 è uguale a Coca-Cola, ma la rivalità con la Pepsi a suon di spot e personaggi famosi era al top della storia delle due bevande. In Italia San Pellegrino lanciò la One-o-One, onesto clone della Coca-Cola di cui si favoleggiò (probabilmente con un fondo di verità) che sia stata boicottata dall’azienda di Atlanta, che minacciò di non fornire più Coca-Cola ai negozi che vendessero anche One-O-One. Nonostante la pubblicità fu quindi ben difficile da trovare, e già a fine anni Ottanta finì messa fuori produzione.

Uao Saiwa.
Indimenticabile lo Snoopy impresso sui biscotti che ricalcavano l’idea del Cucciolone.
Insegnare l’inglese attraverso biscotti, questa era l’idea di Saiwa, che però dopo il gradimento iniziale si tramutò in un completo insuccesso: unire l’utile al dilettevole non piaceva agli italiani (né piace loro tuttora, si direbbe).

Tortorelle.
Le Tortorelle Mulino Bianco, biscotti al burro ricoperti di uccellini di glassa.
Ormai da tempo fuori produzione, sono stati il biscotto dal quale è derivato il Pan di Stelle che lo ha di fatto surclassato. Sarà che le tortorelle sapevano troppo di catechismo?

Urrà Saiwa
Cinque strati di cialda farciti con crema e ricoperti di cioccolato. Urrà Saiwa è stato un vero successo nel panorama delle merendine anni Ottanta. Ma, diciamolo sinceramente, ci ricordiamo di più la pubblicità che non il gusto del prodotto. Finito l’appeal della prima, è scomparso anche il secondo.

Trio Nestlè
Negli anni Ottanta la qualità di zuccheri nel cibo industriale era secondo solo alla quantità di panna nei tortellini. Ed ecco il Trio, ovvero cereali al caramello, miele e vaniglia: il prodotto che ha fatto la fortuna di molti dentisti. I bambini li adoravano forse anche grazie a Qui, Quo e Qua che capeggiavano sulla scatola dei cereali; i genitori, dopo aver pagato il conto delle otturazioni, smisero di comprarli. Anche la Nestlé prende delle cantonate…

Il Soldino
Il soldino è sicuramente la merendina che manca di più nelle cucine di chi era bambino allora. Merendina di pan di spagna e crema al cioccolato, ricoperta da uno strato di cioccolato al lato con un soldino di cioccolato fondente incastonato al centro: insomma, una libidine (anche doppia coi fiocchi). Un successo meritato grazie anche alla confezione che conteneva gomme, giochini e gadget vari, finito male forse perché troppo costoso.

Pat Bon Findus
Ogni patata un’idea“: e di idee sulla patata, negli anni Ottanta, ce ne siamo fatte tante. Comunque Findus ci provò con le Pat Bon ABC, a forma di lettere dell’alfabeto per comporre parole nel piatto, e le Pat Bon Ketchips, patatine ripiene di ketchup. Probabilmente in anticipo sui tempi (all’epoca le patate fritte si facevano in casa) sono tutte fuori commercio, ma potete ancora trovare le versioni classiche e caserecce.

Sprint
Polvere di malto ed orzo, anche al gusto di cacao, lo Sprint era sulle tavole per le colazioni dei bambini negli anni 80 e 90: nemico acerrimo del Nesquik della Nestlè, quest’ultimo ancora rimasto in produzione. La confezione dentro il tappo nascondeva sempre una sorpresa per la felicità di maschietti e femminucce.

Formaggio Dover
Il formaggio spalmabile della Kraft ha resistito fino agli anni 90. Formaggio cremoso in un bicchiere di vetro, ebbe un certo successo, anche se personalmente non era il massimo per il nostro gusto.

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