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Il Made in Russia non è poi così male…

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Russia
Nella vita ogni persona e ogni cosa hanno un nome ben preciso, e rapportarsi a una persona o cosa senza conoscerlo può a volte causare problemi e imbarazzo.

Se ad esempio vi dicessi che dobbiamo ringraziare Alexey Pajitnov per averci regalato i migliori pomeriggi della nostra infanzia so che fareste scena muta rimanendo perplessi. Per vostra fortuna ci sono io a darvi nozioni di un certo spessore, perché il caro Alexey altro non è che l’inventore del Tetris.

Piuttosto che parlarvi (sarebbe scontato) di uno dei giochi più popolari del secolo passato, preferisco parlarvi del suo papà e di come, dalla Grande Madre Russia della Guerra Fredda, sia finito a Washington, dove scorrazza da pensionato ricco a bordo di una Tesla targata “Tetris”.

Sì perché Alexey non è che se la passasse proprio benissimo nella patria della Vodka: nonostante il suo fosse un lavoro stimolante (si occupava dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e di sistemi di riconoscimento vocale), il problema era che tutta la tecnologia sovietica era rivolta al campo militare, e di conseguenza Alexey e i suoi colleghi venivano costantemente e simpaticamente controllati dal KGB, in un clima di sospetto che tarpava le ali alla fantasia.

La svolta per Mr. Tetris avvenne quando ebbe la possibilità di utilizzare un computer tutto per lui senza avere il fiato sul collo da parte di nessuno. Lì sì che è riuscito a sbizzarrirsi e a dare sfogo alla sua creatività: sviluppando dei videogiochi in linguaggio Pascal per testare i sistemi di intelligenza artificiale. E uno di questi… beh… avete indovinato. Il tutto in collaborazione con l’amico psicologo Vladimir Pokhilko.

Alexey oggi
Alexey oggi

Il test-game Tetris fece subito subito colpo tanto tra gli accademici che tra gli esperti di computer, diffondendosi tramite floppy disk proprio perché incarnava lo spirito sovietico: d’altronde era un gioco costituito da forme pure e semplici che si incastonavano perfettamente tra di loro.

Per farla breve il Tetris esplose al CES (Consumer Electronic Show) di Chicago nel 1990 grazie al fondatore di Bullet-Proof Software Henk Rogers; Alexey divenne, in maniera un po’ tortuosa (a causa dei diritti reclamati dalla madrepatria russa) Mr. Tetris.

Dopo aver collaborato con la Bullet-proof, Alexey andó a lavorare alla corte di Bill Gates, in Microsoft dove, dopo aver collaborato alla creazione di giochi per PC, venne dirottato alla sezione X-Box nella quale rimase fino al 2000, anno in cui esplose la bolla delle aziende “dot com”. Ma a quel punto Alexey aveva fatto abbastanza guadagni con le royalties di Tetris da decidere ritirarsi.

Insomma, dopo aver avuto il suo bel daffare in Patria, il buon Alexey è riuscito a sfondare anche nel mondo occidentale e a godersi la vita da capitalista. Oggi pare che le sue giornate si alternino tra progetti annotati su bloc notes, partite a tennis e pomeriggi passati a guardare la TV. Del resto, chissà quante volte ha finito Tetris…

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