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Il palo della morte di “Un sacco bello”

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Un sacco bello
Il 19 gennaio 1980 usciva nelle sale cinematografiche italiane il lungometraggio Un sacco bello, opera consistente nell’esordio di Carlo Verdone nelle vesti di regista, sceneggiatore e attore protagonista dopo il successo riscontrato nel varietà televisivo Non stop (che vide il poliedrico artista capitolino proporre sketch comici con i molti personaggi del suo repertorio).

I protagonisti della pellicola sono tre cittadini romani (tutti interpretati dallo stesso Verdone), uno dei quali è Enzo, un  ragazzotto quasi trentenne e un po’ sbruffone intenzionato a partire per un avventuroso viaggio di Ferragosto a Cracovia (cittadina polacca allora oltre la “cortina di ferro”) in compagnia del suo conoscente milanese Sergio (interpretato dal compianto Renato Scarpa, scomparso il 30 dicembre 2021), assai titubante.

Roma, Via Giovanni Conti (quartiere Vigne Nuove) oggi
Roma, Via Giovanni Conti (quartiere Vigne Nuove) oggi

I due si danno appuntamento a Roma, in via Giovanni Conti, nel quartiere di Vigne Nuove, nei pressi di ciò che Enzo definisce “il palo della morte”, ma in realtà consistente in un traliccio dell’alta tensione, oggi non più presente a causa dell’interramento del sistema di trasmissione dell’energia elettrica.

La zona, all’estrema periferia romana, ai tempi del film si presentava quale una landa desolata, con le case popolari affacciate su spiazzi sterrati e senza alcun albero, dunque polverosi e battuti da un sole cocente.

Successivamente, tale località è stata ingentilita con la posa di numerose piante, sicché oggi il complesso di edilizia popolare (in stato più che decente, vista l’anzianità) si affaccia su un grazioso viale alberato.

Roma, Via Giovanni Conti (quartiere Vigne Nuove) ai tempi di un sacco bello
Roma, Via Giovanni Conti (quartiere Vigne Nuove) ai tempi di un sacco bello

Il palo della morte è rimasto solamente nell’immaginario collettivo, con parecchi appassionati che si danno ogni anno appuntamento per ivi trascorrere il Ferragosto.

Il 24 luglio 2020, presenti Carlo Verdone e Renato Scarpa, al posto di tale traliccio è stata ubicata (da parte del Municipio III – Montesacro di Roma) una targa, a ricordo di tale scena rimasta nella storia del cinema italiano e di una Roma che non c’è più.

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