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La parabola di Bonnie senza Clyde

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Bonnie

Lory Lynn detta Bianco, detta “Bonnie”.
E Bbona lo era davvero: nonostante la mia nota preferenza per le bionde, e nonostante le promesse implicite che la Parisi profondeva con quelle tutine scosciate e quelle spaccate addirittura pornografiche, da lei fui folgorato.

Bonnie era l’arma con cui la Rai pensava di portare in Italia l’alternanza, ben prima che ci pensassero Berlusconi e Prodi: nello specifico, l’alternanza tra le bionde e le more, ferme restando le qualità fondamentali per sfondare da noi: saper cantare, ballare, essere belle figliole, essere oriunde italiane.

La lanciarono a “Al Paradise”, un’alternativa del sabato sera a Fantastico in cui al posto di Pippo Baudo c’era Oreste Lionello vestito di rosso e incaricato di chiamare gli ospiti con un fischietto, idea ripresa più tardi in “Mi fido di te”, il programma con i cani come ospiti.

Per quanto biondissima e desiderabilissima fosse la Parisi, dicevo, fui folgorato da Bonnie che aveva in confronto l’energia di una marmotta in letargo e il carisma di una triglia.

Epperò Heather cantava “Disco Bambina”, Bonnie cantava “Stay” e insomma, se uno è appena appena alle soglie dell’adolescenza, gli occhioni di Bonnie fissi nell’obiettivo mentre ti implorava “Stay by my side” con la sua voce calda e profonda e tutto il resto della sua personcina, beh insomma, anche se non capivi un acca di inglese e anche se i capelli non erano biondi diciamo che qualche cosettina da qualche parte te la smuoveva.

La guardavo e riguardavo, sognando di essere il suo Clyde in gessato – le sarei sicuramente piaciuto.

Come tutti i governi del Centrosinistra vent’anni dopo, anche Bonnie fu però vittima dell’alternanza, perché dopo il lancio televisivo, la colonna sonora e addirittura un filmone (“Cenerentola ’80“, dove recitava udite udite a fianco di Pierre Cosso), di fronte alla Parisi che ogni anno raddoppiava la sua carica di simpatia, energia, tutine scosciate e spaccate antigravitazionali, venne dimenticata dall’Italia intera (ed è per questo che ancora oggi la metà di voi di fronte a questo articolo avrà detto: “Bonnie chi?“).

 

Da brava cantante ultra-melodica, ha provato a sfondare in Germania riscuotendo un certo successo, finché a un certo punto ha visto la luce e annunciato di voler incidere soltanto musica religiosa.
Non essendo il mio genere, ho dovuto a malincuore rinunciare anche a lei. Addio Bonnie, a quelle altezze Clyde non può seguirti.

Fattene una ragione.

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cavaz
Nato nel 1973, ha di conseguenza preso gli anni 80 in piena faccia, e non si è più riavuto. Ha vissuto tra Piacenza, Milano, Parigi, Roma e Torino facendo il raccoglitore di pomodori, il programmatore, l'ingegnere, il ricercatore, l'insegnante, il dipendente pubblico, il pugile, il giornalista, il traduttore, il cassintegrato e il disoccupato. Si sposta solo in moto, detesta i social media e rilegge sempre gli stessi libri.

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