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Nell’Aria – La svolta sexy di Marcella Bella

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Il brano di cui parleremo oggi è considerato tra i momenti musicali più rappresentativi degli anni 80, un pezzo travolgente e un testo che lascia poco all’illusione.

Passati gli anni 60 e 70, Marcella Bella abbandona le sue Montagne Verdi e nel 1983 con l’uscita del suo decimo album nell’aria si consacra come icona sexy!

L’intero album tratta tematiche legate all’amore passionale, all’eros… la title track è sicuramente il brano di punta del LP, il testo è stato scritto dal fratello Gianni Bella e da Mogol, un’ interpretazione carnale quella di Marcella, la sua voce moltiplicata dagli echi è condita dal magistrale arrangiamento di Celso Valli, che spicca per un sublime assolo di sax.

Nell’Aria viene presentata al Festivalbar di quell’anno e diventa subito uno dei grandi successi dell’estate, riportando Marcella tra le prime posizioni delle classifiche di vendita con oltre 150 000 copie vendute, piazzandosi alla settima posizione nella classifica dei singoli più venduti.

Il testo parla di una donna aggressiva come una pantera e sensuale come un pitone chiusa in casa mentre pensa a cosa farebbe del proprio uomo. Bella e Mogol hanno trattato questo tema così scandaloso con un testo molto garbato e delicato ma davvero colmo di doppi sensi.

La casta Marcella infatti inizialmente era molto titubante per quelle strofe a tratti pornografici, ma poi convinta da Mogol e dal fratello Gianni, decide di lanciare “Nell’aria”.

“Devi essere più sexy!” Le disse Mogol e il fratello Gianni aggiunse “Marcella te lo puoi permettere”. Marcella si trasforma: capelli alzati, gonna con lo spacco, top con decolleté in vista, una mimica maliziosa.

Di recente a Domenica In Marcella ha ricordato «A un certo punto il rapporto fra mio fratello Gianni e Bigazzi si interruppe e iniziò la frequentazione di Mogol che rimase incantato dalla personalità di Gianni. Decisero di farmi fare un album. E la prima canzone che venne composta è appunto “Nell’aria”. Venne annunciata come una grande canzone. Dissi: «Fatemi leggere questo testo». E loro risposero: «Ma no, dai, che poi tu trovi il pelo nell’uovo». Insomma alla fine presi questo testo. Lo lessi tutto d’un fiato. Poi mi arrabbiai: «Ma questo testo è pornografico», gli dissi. Gianni e Mogol negarono spudoratamente l’evidenza. «Mi vergogno e non lo canto», mi impuntai io. E loro: «Avevamo pensato a un look sexy gonna con spacco, guêpière di pizzo nero a vista, sigaretta fra le labbra». Io: «Voi siete impazziti tutti». Ma alla fine mi lasciai convincere. Tanto per cambiare, Mogol, l’istrione, aveva fatto centro e la canzone ebbe un successo enorme».

Nel brano si parla così di un desiderio scandaloso, appassionato e intenso per qualcuno. Allo stesso tempo la donna lotta con se stessa in una battaglia costante tra mente e desideri fisici.

Prima vorrebbe respingere questa persona ma poi la voglia e la nostalgia tornano a prevalere, tanto da sentire quella presenza nell’aria. Un mix di speranza, frustrazione, desiderio, legami fisici ed emotivi. Non solo un testo erotico e lussurioso, ma qualcosa che va oltre.” Io non sono un animale, sono un essere che ama chi non c’è.

Il valore è sempre uguale, carne e anima impastata senza te” Un profondo legame che non è quindi solo fisico, ma anche mentale.

Piccola curiosità è il significato della gatta…. i due autori sono riusciti a mascherarlo per anni, ma di recente la stessa Marcella ha svelato lo scabroso doppio senso. “E’ un testo che letto ha un senso, cantato un altro. L’ho interpretata per anni e anni senza che nessuno si accorgesse del doppio senso nascosto. All’epoca mio fratello Gianni e Mogol dopo averla scritta, me la fecero leggere e io dissi subito che non l’avrei cantata. Mio fratello che era furbo mi domandò perché e risposi ma hai capito cos’è la gatta, cosa significa è ancora lì, non parla ma dice sì?!. La gatta è proprio quella cosa lì. Poi è andata come è andata”.

Un testo avanti per i tempi e anche fortemente femminista che reclama il diritto, anche per le donne, di possedere un uomo oggetto, cosa che fino a qualche decennio fa, non era contemplato.

Nel corso dei decenni, vista la grande popolarità ottenuta dal brano, esso è stato oggetto di svariate cover e remix. Già nel 1988 Belen Thomas realizza una versione in lingua Spagnola Aire che ottiene un discreto successo. Le 2black hanno ripreso un sample del ritornello per il loro brano Paradise; similmente, gli Articolo 31 hanno campionato il ritornello della canzone nel loro brano Aria.

La stessa Marcella nel 2018 torna con una rivisitazione del suo celebre brano in versione pop latin dal titolo “Aria Latina”.

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