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Il padre del rap moderno: Falco

Il 1980 l'anno della svolta

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Falco

Uno dei non molti cantanti di lingua tedesca ad aver avuto successo in tutta Europa, grazie ad alcune canzoni che nei primi anni 80 hanno ottenuto un successo internazionale: oggi parliamo di Falco, l’indimenticato cantante austriaco ricordato per “Der Kommissar” e “Rock me Amadeus”.

Da piccolo, Hans Hölzel impara a suonare il piano e il basso, ascolta i Beatles, Cliff Richard e nel 1975 si iscrive al conservatorio, dove fonderà la sua prima band, gli Umspannwerk.
Dopo l’esperienza con i primi gruppi nel 1977, Hans decide di farsi chiamare Falco, ispirandosi a un famoso sciatore della DDR.

Falco inizia a suonare con un gruppo rock di Vienna, riscuotendo un certo successo specialmente in Austria. Oltre a fare il bassista del gruppo, inizia ad imporsi come solista e a far notare il suo stile eccentrico, in particolare con la canzone Ganz Wien.

Il 1980 è l’anno della svolta.
Falco produce 3 LP da solista, con un produttore viennese.
Nel 1981 il suo primo singolo “Der Kommissar”, raggiunge subito la vetta delle classifiche di molti Paesi europei: è primo in Austria, Germania, Spagna, Italia, Giappone e in Canada addirittura disco d’oro.

Si tratta di un brano per certi versi visionario: le strofe sono rappate, mentre il ritornello è cantato.
Der Kommissar di fatto fece di Falco il primo rapper bianco. Le copie vendute furono oltre 7 milioni.

Il secondo album di Falco ottiene però successo solo il Germania e Austria, e bisognerà aspettare il 1985, quando l’artista austriaco si rivolge ai produttori olandesi Bolland & Bolland, per avere “Falco 3”, altro importante album contenente brani internazionali come Vienna Calling, Jeanny e, soprattutto, Rock me Amadeus.

Grazie a “Rock me Amadeus” Falco raggiunge finalmente la popolarità in USA, dove rimane per tre settimane in cima alle classifiche della rivista Billboard! A tutt’oggi è questa è l’unica canzone in tedesco ad aver raggiunto il numero 1 in America, oltre a piazzarsi prima in tutta Europa.

La popolarità però non dura: il quarto e quinto album non funzionano, e Falco deve addirittura sospendere il tour mondiale che sta affrontando.
Nel 1989 si separa dalla moglie, e trova un ultimo acuto solo nel 1992 con l’album Nachtflug, che grazie al singolo “Titanic”, si riprende anche il mercato americano, dove vince numerosi premi.

Nel 1996 si trasferisce in Repubblica Dominicana, un nuovo luogo dove sperimentare nuova musica, ma nel 1998 Falco muore, a soli 41 anni, in seguito alle ferite riportate in un incidente con un bus di linea.

Riportato in patria da un aereo della Lauda Air, già denominato “Falco” in suo onore, il cantante è stato sepolto nel cimitero monumentale di Vienna, con una cerimonia a cui hanno partecipato oltre 10mila persone.

E così questo cantante nato e cresciuto nel cuore dell’Europa, può essere definire uno dei padri del rap moderno, anzi “il padrino del rap bianco” come lui stesso amava definirsi.

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