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I ragazzi della terza C

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I ragazzi della terza C

Oggi vi parliamo de I ragazzi della terza C.

Chicco fa casino e disturba la lezione. Il prof di italiano lo caccia fuori dall’aula. Uscito in corridoio, Chicco si accorge che il bidello ha appena passato la cera sui pavimenti: non resiste e inizia a fare le scivolate. Mentre vola leggero e gli brillano gli occhi, sono due i sottofondi: le urla del bidello e, dalla radio, la voce struggente di un altro ragazzo, Eros Ramazzotti in “Una Storia Importante“.

Se c’è una serie televisiva che meglio di tutte rappresenta l’Italia degli anni ’80, quella è I Ragazzi della III C: la classe più scalcinata, indisciplinata e ingestibile del fantomatico liceo capitolino “Giacomo Leopardi”.

Le pagelle disastrose, i compiti in classe scopiazzati e la vergogna (o la sfrontatezza) alle interrogazioni; le lezioni marinate e le corse su due ruote al mare di Ostia; i pomeriggi vuoti al bar, le schedine e le partite di pallone; le feste in discoteca e i flirt amorosi che duravano il tempo di una canzone.
Ecco chi sono I Ragazzi della III C: giovani che seguono le mode sognando l’America, ma non si vogliono allontanare dalla pacchia di Roma; ascoltano la musica POP dei Duran Duran, mangiano il cuore di panna e bevono coca cola; indossano scarpe Timberland e occhiali Ray Ban. Tutto rigorosamente in sella alla Vespa, oppure al Sì di Piaggio.

Come si può non desiderare un compagno di classe come Enrico “Chicco” Lazzaretti (interpretato da Fabio Ferrari, volto simbolo della TV anni ’80, basti pensare a serie fortunate come College), autore di trovate colossali per conquistare le ragazze più corteggiate, gabbare i prof durante le verifiche e spuntarla negli scontri “all’ultimo sangue” con i ragazzi della III F?

Le tipologie più folli e comiche di adolescenti si raccolgono ne I Ragazzi della III C: i “fighi” Massimo e Sharon (quest’ultima biondissima erede di un rampante e facoltoso imprenditore lombardo); le secchione Elias e Tisini (oggetto di sfottò incessanti da parte di Chicco), arcigne e scure come zitelle; la dark Benedetta, concettuale e mistica; la coppia di eterni fidanzati Rossella e Daniele; infine, il tenero e imbranato Bruno.
Proprio lui: Bruno Sacchi. Quello di «Sacchi, tre!», il tormentone pronunciato dal professore di italiano nei confronti del povero e corpulento bambinone ad ogni interrogazione. A dare volto a questo personaggio, forse il più popolare della serie (trasmessa su Italia 1 tra il 1987 e il 1989 e scritta da un certo Federico Moccia… ), Fabrizio Bracconeri, che dopo qualche anno e una dieta più che rigorosa sarebbe approdato a Forum, al fianco di Rita Dalla Chiesa.

Intorno ai ragazzi della III C, una serie di personaggi mitologici: gli indimenticabili Antonio Allocca e Guido Nicheli, rispettivamente il prof di italiano e il commendator Camillo Zampetti; il cartolaio Ciro e il barista Totip.

La serie nel 1987 e 1988 conquistò il cuore dei ragazzi e ottenne ben due Telegatti. Ancora oggi viene trasmessa in replica sulle reti Mediaset, ottenendo ascolti discreti.
È stata un inno alla spensieratezza (pure troppa), tipica del decennio che ci volle tutti frivoli e materialisti; un’epopea leggera e divertente, in cui però non mancavano parentesi delicate che avvolgevano gli animi giovani e sognanti in una dolce malinconia.

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