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Star Wanna

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Un mio amico argentino mi disse una volta “voi italiani avete inventato il caos, ma noi argentini lo abbiamo perfezionato“.

Non essendo mai stato in Argentina gli credo sulla parola, ma mi permetto di dubitare che il suo Paese sia progredito sulla via del caos quanto il nostro, capace di produrre un fenomeno come Wanna Marchi (sì, con la W), oggetto di studi sociologici in tutto il mondo e addirittura di una miniserie giapponese. Voglio dire: il massimo della disonestà che hanno prodotto loro è stato un gol di mano, noi abbiamo avuto Andreotti e Wanna Marchi.

Wanna Marchi è stata la prima estetista di successo nella storia. Per “di successo” intendo capace di metter via miliardi (in lire) e di raggiungere la popolarità di una attrice, senza averne nemmeno lontanamente il fascino. Dopo di lei mi aspetto che ci sia stato un boom di iscrizioni alle scuole da estetista: che ci hanno dato cantanti, attrici, assessori regionali con le labbra a canotto e ministri della repubblica con la sesta di reggiseno. Negli anni ’80, tuttavia, Wanna si trovò a far da pioniera e dovette far la gavetta per intero: partendo dalle creme dimagranti al micronizzato di tarassaco ed estratti di alghe (“tre confezioni – ceeentomilalire”) per arrivare alle hit parade con il singolo “D’accordo?!” di Wanna Marchi & The Pommodores, una vetta del trash di quegli anni capace di rivaleggiare, perlomeno a Superclassifica Show, con Lionel Ritchie & The Commodores.

Ricordo che un’altra mia amica francese, arrivata sedicenne in Italia nel 1986, a quei tempi era scandalizzata dalla popolarità della Wanna nazionale, probabilmente la romagola più popolare prima che Pantani e Valentino Rossi le rubassero i riflettori. Alla mia amica sembrava impossibile che la TV di Stato mandasse in onda una che viveva “sull’abuso di credulità popolare”. Quell’anno la Wanna, fin lì confinata alle TV private, fu incaricata di promuovere i biglietti della lotteria Italia, praticamente il top della carriera per un venditore. Se negli anni ’80 non compravi almeno un biglietto della lotteria Italia, o eri francese, o eri focomelico, o vivevi nascosto con Graziano Mesina nel Gennaregentu, senza televisione e senza canone RAI.

Raggiunto quel vertice televisivo e discografico, naturalmente, la Wanna non poteva che scendere, e lo fece con un tonfo micidiale, buttandosi nel campo dell’occulto con l’aiuto della figlia e di un mago (?) brasiliano. Ma chi scherza con l’occulto, si sa, finisce male e la vendetta delle potenze degli inferi fu implacabile: Wanna e la figlia arrestate, il mago rientrato in Brasile di gran carriera e soprattutto – probabilmente la punizione peggiore –  tutti e tre scomparsi dagli schermi italiani.

Dagli schermi, ma non dalla memoria collettiva dove la Wanna resta come simpatica ciarlatana che in fondo non ha mai fatto male a nessuno… che non se lo meritasse. Perché in Italia la disonestà è reato solo se con scasso. Mentre la Wanna non è che ti veniva in casa e ti minacciava, no: lei stava lì alla TV, urlava “D’accordo?!?” e se tu eri d’accordo, a farti turlupinare, alzavi il telefono e le compravi la cremina scioglipancia oppure il filtro contro il malocchio. Ma eri tu a fare il primo passo, eri tu l’allocco. E la circonvenzione di incapace, che in Paesi normali come la Francia è una norma che protegge chi è in buona fede dai truffatori, in Italia funziona al contrario: più che la circonvenzione, conta il fatto di fare la figura dell’incapace. Da noi chi si fa fregare in fondo se lo è meritato, e chi frega in fondo ha fatto bene.

Più o meno per lo stesso motivo, quando il truffatore si fa prendere con le mani nel sacco, passa dalla parte dell’incapace e paga due volte: per lo speciale accanimento dei giudici e dell’opinione pubblica. Così la Wanna si è fatta i suoi annetti di carcere, poi di arresti domiciliari, finendo di scontare la pena giusto qualche giorno fa. Finalmente un esito da Paese normale, se si eccettua il fatto che mentre la Marchi era in carcere, c’erano a piede libero parecchie centinaia di assassini, stupratori seriali e ladri matricolati: per decorrenza, dei termini, buona condotta o per distrazione di qualcuno. Ma pazienza, vuoi mettere la pericolosità sociale della Marchi con quella di una banda di slavi sotto anfetamine?

Lo dimostra del resto il fatto che in carcere la Wanna nazionale ha battuto gli slavi dieci a zero, barattando tonnellate di creme scioglipancia con sigarette del Montenegro e riuscendo a far le carte anche alle zingare. Argentina, Francia o Serbia che sia, in certe cose gli italiani sono ancora i campioni del mondo.

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cavaz
Nato nel 1973, ha di conseguenza preso gli anni 80 in piena faccia, e non si è più riavuto. Ha vissuto tra Piacenza, Milano, Parigi, Roma e Torino facendo il raccoglitore di pomodori, il programmatore, l'ingegnere, il ricercatore, l'insegnante, il dipendente pubblico, il pugile, il giornalista, il traduttore, il cassintegrato e il disoccupato. Si sposta solo in moto, detesta i social media e rilegge sempre gli stessi libri.

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