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Gli U2 in tour per il trentennale di The Joshua Tree

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The Joshua Tree

La musica è uno degli elementi di demarcazione più forti tra il territorio dei genitori e quello dei figli, e infatti non ricordo che mio padre abbia mai espresso interesse per le mie musicassette, con due eccezioni: “Colpa di Alfredo” e “The Joshua Tree”, che gli aprirono di colpo mondi fin lì inesplorati e furono consumate a furia di avanti e indietro tra stereo e autoradio.

Al di là di quello che possono scrivere i critici, questa è per me la prova incontrovertibile che The Joshua Tree è uno degli album capolavoro di sempre, intergenerazionale e assoluto; e che con pieno merito ha proiettato all’istante gli U2 alle altezze rarefatte dei mostri sacri del rock mondiale.
Uscì il 9 marzo 1987, quindi poco più di 30 anni fa, segnando per Bono Vox e compagni il superamento della (non facile) eredità irlandese e l’uscita dall’esperienza del post-punk, avvicinandoli al blues, al country, al rock e insomma alle sonorità americane (debito pagato per intero col successivo Rattle and Hum).

Prodotto da Brian Eno e Daniel Lanois, l’album contiene numerose tracce diventate icone del rock anni 80: “Where the Streets Have no Name”, “I Still Haven’t Found What I’m Looking for”, “With or Without You”, “Bullet the Blue Sky”. Con The Joshua Tree, gli U2 finirono sulla copertina di Time e scardinarono una serie di luoghi comuni sui cantanti: erano giovani e impegnati, e sul retro dell’album anziché il logo della casa discografica avevano fatto stampare l’indirizzo di Amnesty International.

Non è nemmeno un caso se gli U2 restano fra i pochi “fossili viventi” di quel periodo, capaci di vendere anche ai coetanei dei figli dei loro figli.
E non di vendere le hit del periodo d’oro, ma musica nuova, scritta da una band che ha saputo rinnovarsi negli anni, guardando sempre avanti… almeno finora. Perché dopo qualche avvisaglia di incertezza già in occasione della pubblicazione dell’ultimo album (distribuito gratuitamente da iTunes nel 2014, apparentemente per “paura che la gente non ascoltasse le nuove canzoni”), pare arrivato anche per gli U2 il momento delle celebrazioni, sotto forma di un mega-tour dedicato proprio a The Joshua Tree.


Si parte a Vancouver, Canada, il prossimo 12 maggio, attraversando Nord America ed Europa con 33 (!) tappe di cui molte già sold out. Fra queste, fortunatamente, non ci sono le due di Roma, il 15 e 16 luglio, per le quali si trovano ancora biglietti: diremmo che vale la pena affrettarsi…
Tutte le info sul sito www.u2.com.

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cavaz
Nato nel 1973, ha di conseguenza preso gli anni 80 in piena faccia, e non si è più riavuto. Ha vissuto tra Piacenza, Milano, Parigi, Roma e Torino facendo il raccoglitore di pomodori, il programmatore, l'ingegnere, il ricercatore, l'insegnante, il dipendente pubblico, il pugile, il giornalista, il traduttore, il cassintegrato e il disoccupato. Si sposta solo in moto, detesta i social media e rilegge sempre gli stessi libri.

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