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Come facevamo il carnevale negli anni ‘80

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Come facevamo il carnevale negli anni ‘80

Qualche giorno fa ho trovato su YouTube il video storico di un carnevale qualsiasi festeggiato negli anni ’80 nel paesino dove sono nato e cresciuto.

Il video lo trovate qui e, non vi dirò in che punto, ci sono pure io.

Maslianico a quei tempi era un paesino di circa 2.500 abitanti, situato in una zona industriale sul confine con la Svizzera; i suoi abitanti erano per lo più gli operai che lavoravano nelle cartiere e nelle fabbriche della zona, mentre i più ‘fortunati’, per così dire, erano i frontalieri che riscattavano l’intolleranza degli svizzeri nei loro confronti con uno stipendio anche tre volte superiore a quello nazionale.

Ammetto che il carnevale non è mai stata la mia festa preferita, ma quando ho guardato il video sono rimasto stupito dalla portata di quella manifestazione, dal numero dei carri e dai costumi dei gruppi organizzati. Credo che ogni singolo maslianichese fosse in strada quel giorno e la maggior parte di loro, quantomeno la popolazione adulta, fosse coinvolta nei preparativi.

“Ma perché non è più così?” – mi sono chiesto.
“Perché non c’è più nessuno che lo organizza” – mi sono risposto.

La stavo liquidando così, dando come sempre la colpa a qualcun altro. Poi, guardando bene i volti, per lo più conosciuti, delle persone sui carri e sulla strada, ho realizzato che avevano l’età che ho io ora. Quindi la risposta alla domanda precedente è diversa. La colpa è mia, nostra.

Mi immagino gli operai degli anni ’80, dopo un’intera giornata in fabbrica, tornare a casa, mangiare un boccone veloce e poi andare a lavorare per progettare e costruire i carri.

Mi immagino le mogli, che ai tempi erano per la maggior parte casalinghe come la mia mamma, trovarsi insieme dopo i lavori domestici per cucire e confezionare i costumi.
Cosa è successo alla nostra generazione? Perché noi non organizziamo più il carnevale?

Forse noi abbiamo meno tempo, sicuramente abbiamo meno voglia. E ci aspettiamo ancora che ci sia qualcuno che fa le cose al posto nostro. Quel testimone l’abbiamo rifiutato senza sapere esattamente il perché.

E non ci siamo persi solo un bel carnevale, ma anche tutti quei momenti di lavoro insieme per creare qualcosa di bello e cementare quelle comunità da cui scaturivano quei ‘valori’ di cui molti di noi oggi sentono la mancanza.

E un po’ è colpa mia, nostra. Tua.

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