Home 80 voglia di intervistare Intervista a Rino Borra – Radio Milano International

Intervista a Rino Borra – Radio Milano International

1374
Radio Milano Internationational
Qualche giorno fa abbiamo avuto l’onore di poter intervistare Rino Borra, fondatore di Radio Milano International. Ecco la trascrizione della nostra chiacchierata!

Buongiorno Rino, oppure preferisce “Sua maestà la radiofonia”?
Buongiorno a voi, vi ringrazio del complimento ma il “titolo nobiliare” voglio condividerlo con tutto il gruppo che il 10 marzo 1975, quindi esattamente 45 anni fa, ha dato vita a quella splendida avventura che si chiama Radio Milano International. Primo tra tutti mio fratello Angelo, vero e primo pioniere dell’etere radiofonico.

Angelo e Rino BorraPer molti infatti lei e il suo gruppo, con Radio Milano International, rappresentate la nascita della radiofonia privata in Italia. Che effetto fa saperlo?
Indubbiamente è un piacere, ma al contempo una “responsabilità”: cosa che però solo con gli anni a venire ci fu chiara. All’epoca eravamo dei ragazzi poco più che ventenni con un grande amore per la musica e tanta voglia di divertirsi. Il nascere di questa avventura, agli inizi, fu esclusivamente legato al piacere di fare qualcosa che ci emozionava e galvanizzava. Vivevamo nel nostro microcosmo e per noi quell’appartamento in via Locatelli era casa. Non sapevamo neanche noi in pieno a cosa stavamo davvero dando vita. Il tempo e la perseveranza ce l’hanno dimostrato dandoci ragione.

Nascono le radio private
Nascono le radio private

Quali sono state le difficoltà che avete incontrato all’inizio della vostra avventura?
Agli inizi furono molte. innanzitutto legislative: la RAI deteneva il monopolio delle trasmissioni radiotelevisive in Italia ed era illegale trasmettere in maniera privata.
Prima della sentenza che dichiarò legittime le nostre trasmissioni e che diede vita alla conseguente legalizzazione delle radio e delle TV private, noi stessi incorremmo nel fermo e nel sequestro delle apparecchiature. Ma le difficoltà erano anche “tecnologiche”, visto che non esistendo un mercato delle emittenti private non si trovava alcuna attrezzatura che si potesse adattare alle nostre necessità lavorative. Tutto è stato inventato di conseguenza, soprattutto grazie all’arrivo di Semprini che, operando nel mondo dei concerti e degli spettacoli dal vivo, si adoperò per fornirci il primo bancone di regia della radio.

Rino Borra
Rino Borra

Chi decideva cosa (palinsesti, DJ, spese, etc…)? Eravate sempre d’accordo o vi scontravate su delle scelte?
Agli inizi della radio le discussioni erano davvero poche, anzi era tutto molto goliardico e leggero: le scelte, le spese e il palinsesto erano condivisi in toto (come ho già detto prima eravamo quattro ragazzi poco più che ventenni), così come la scelta dei DJ: basavamo le nostre decisioni sui gusti musicali e su quelli degli aspiranti speaker.

Il nostro sito si dedica alla decade 80 a tutto tondo e con tutti i nostri intervistati facciamo un gioco: le diamo le chiavi della macchina del tempo e può tornare negli anni 80, in quale anno va e cosa fa per prima cosa?
Risposta non facile… ma voglio rispondere con un aneddoto legato anche qui alla radio.
Un giorno che ricordo con molto piacere, e che rivivrei, fu quando i DJ della radio di Stato americana, Voice of America (VOA), vennero nei nostri studi per trasmettere in diretta da Milano. Facemmo un accordo con il governo degli Stati Uniti d’America per la ritrasmissione su alcune nostre frequenze, grazie al collegamento satellitare, della VOA. Non posso dimenticare il giorno in cui i loro DJ, direttamente dai nostri studi, andarono in voce con la musica messa in onda direttamente e in contemporanea dagli Stati Uniti.

Pensa che la decade 80 sia sopravalutata dal pubblico? Cosa ama e cosa vorrebbe cancellare di quel periodo?
Sicuramente gli anni 80 hanno rappresentato una decade irripetibile, sotto tanti punti di vista, che ancora oggi influenza molti ambiti: dalla musica al cinema, dalla moda all’arte. Per rimanere in tema a qualcosa a me molto vicino, tuttora la musica di nuovi artisti risente di forti influenze di quegli anni: ne risentono le nuove produzioni che riprendono campioni della musica degli anni 80, gli artisti ne prendono ispirazione, rimanendo un punto fermo a cui guardare con ammirazione. C’era tanta voglia di scoprire e inventarsi ogni giorno, di mettersi in gioco, forse è questa la cosa che più ho amato di quel periodo.

RMI ha fatto nascere delle star, DJ come Claudio Cecchetto, Gerry Scotti, Gigio D’Ambrosio, Leopardo e via dicendo. Come li sceglievate? Qual era la scintilla che vi faceva dire “questa persona fa per noi”?
Le qualità erano semplici: dialettica, conoscenza musicale (agli inizi ognuno sceglieva la musica direttamente dall’archivio dischi della radio) e capacità di stare dietro ad un microfono intrattenendo. All’epoca non c’erano dei confronti diretti se non le radio ricevibili in onde medie, ma indubbiamente i nomi che hai fatto erano e sono tutti dei fuoriclasse con delle capacità innate. Tenete presente che gli unici punti di riferimento dove cercare i DJ erano le discoteche, locali come il Nepentha e il Charlie Max.

Il logo ufficiale
Il logo ufficiale

La leggenda narra che nei primi giorni il trasmettitore militare con il quale Milano International diffondeva il suo segnale sui 101 FM fosse montato a bordo di un furgone che girava per Milano. Ci può raccontare questa incredibile storia e quanto c’è di vero in essa?
Questa è una leggenda metropolitana, che per quanto affascinante, rimane una leggenda! Le prime trasmissioni venivano incise in via Rosellini su dei nastri (agli albori trasmettevamo solo 4 ore alla sera), dopo di che andavamo in via Locatelli dove al nono piano, dall’appartamento in cui andavamo in onda, avevamo un trasmettitore e all’ultimo piano un palo di tre metri che irradiava il segnale. Trasmettere dal furgone sarebbe stato impossibile, dato che la FM ha propagazione ottica: se davanti hai un ostacolo che ti blocca, questa non supera l’ostacolo, per una trasmissione ottimale bisognava avere l’antenna il più in alto possibile.

Claudio Cecchetto e Adriano Ronchi
Claudio Cecchetto e Adriano Ronchi

Negli anni è decisamente cambiato il modo di fare radio, cosa le manca e cosa invece apprezza della radio di oggi?
La radio, così come il mondo della comunicazione e dell’intrattenimento in generale, ha subito profondi cambiamenti dagli albori della nascita delle radio libere. Come è giusto che sia. Oggi, senza voler generalizzare, sento una forte omologazione nel fare radio e trovo che pochi DJ abbiano davvero la possibilità di esprimere in pieno la propria creatività, cosa che una volta era il centro di tutto. Una volta ogni radio, come i propri DJ, avevano una forte identità che comunicavano ai propri ascoltatori attraverso la musica che rimaneva il fulcro identitario dell’emittente. Sicuramente oggi apprezzo l’accessibilità che le nuove tecnologie hanno portato nella fruizione della radio, il web è come se avesse dato vita ad un nuovo ’75, dove io stesso spesso trovo dei prodotti fatti con professionalità e passione.

Fabio Negri & Myles Sanko
Fabio Negri & Myles Sanko

RMI è di nuovo presente nelle nostre vite grazie al sito www.radiomilano.international. Ci può raccontare com’è nato questo progetto e i vostri progetti per il futuro?

Master Freez
Master Freez

L’idea venne a mio fratello e a me solo pochi anni fa, e ha preso vita il 10 maggio 2017; la radio ti rimane dentro, è una passione che non si estingue mai. Sapevamo che c’erano tante persone che avrebbero accolto con grande entusiasmo il ritorno di RMI, è così e stato: è stato travolgente! Abbiamo voluto riportare alle orecchie dei nostri ascoltatori la musica che ha sempre contraddistinto RMI, sia di ieri che di oggi.

Paolo Bardelli
Paolo Bardelli

Tutto questo grazie alla squadra di Radio Milano International che è composta da professionisti che ogni giorno lavorano per offrire un prodotto di altissima qualità: dirigenti, DJ, tecnici musicali, grafici e agenti pubblicitari si adoperano per far crescere quotidianamente la radio. Abbiamo anche avvicinato le nuove generazioni che per ovvi motivi non hanno avuto modo di vivere quegli anni: eventi e collaborazioni con importanti realtà sul territorio di Milano ci hanno permesso di tornare a presenziare alla vita della città in maniera attiva e partecipe. I progetti per il futuro sono molti, così come le idee di crescita, per ora posso dirvi solo di rimanere con noi perché il meglio deve ancora venire!

Steve Dub
Steve Dub

Concludiamo con una domanda un po’ assurda. Si parla continuamente di andare su Marte: se fosse un astronauta che dischi porterebbe con lei per il lungo viaggio?
Sarebbero decine, ma voglio citarne sette di diversi generi:
Isaac Hayes – Black Moses
Deodato – Prelude
The Rolling Stones – Black and Blue
The Temptations – Masterpiece
Barry White – Let the Music Play
Average White Band – AWB
Teddy Pendergrass – Teddy Pendergrass

Grazie per la bella chiacchierata e complimenti per il vostro lavoro.


RADIO MILANO INTERNATIONAL OGGI

Gabriele Pellegrino
Gabriele Pellegrino

Il brand di Milano dal 1975.
La musica di tendenza che segna il ritmo della città.
Una radio dalla concezione moderna, uno stile di vita di cui è bello far parte.
Una community attiva sui social e presente agli eventi organizzati.
Dal 1975 una famiglia allargata, oggi al passo con i tempi.

Dal 10 Maggio 2017 Radio Milano International torna online.

Irene Lamedica
Irene Lamedica

Con un target di ascoltatori che va dai 16 ai 65 anni e una qualità di ascolto attiva e partecipe, Radio Milano International aggiorna la sua essenza alla contemporaneità.

Bruno Bolla
Bruno Bolla

RMI è fruibile attraverso tutti i moderni sistemi di distribuzione: l’app ufficiale disponibile in tutti gli store digitali su App Store, Google Play o Microsoft Store, sul sito www.radiomilano.international, da tutti i principali aggregatori come TuneIn Radio, myTuner e Fm-World e sulle radio digitali come Pure e Noxon.

Alex De Ponti
Alex De Ponti

Radio Milano International, attraverso i suoi canali radio, ripropone sia la musica che ha segnato intere generazioni con i suoi jingle e con lo spirito che ha contraddistinto la Radio sin dalla sua nascita: Funk, Disco Music, Soul per un periodo musicale che va dal ‘75 ai primi anni ’90, sia proietta nel presente la musica che l’ha sempre resa unica: il meglio del Nu-Funk, R&B, Soul, Hip Hop e della Black Music in tutte le sue sfumature, dagli inizi degli anni ’90 sino ad oggi, una ricerca accurata per una selezione d’eccellenza che non ha eguali nel panorama radiofonico nazionale.

Chris
Chris

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.