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Si, viaggiare! Appunti, ricordi ed amenità varie di un viaggiatore anni 80

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Si, viaggiare!
Appunti, ricordi ed amenitá varie di un viaggiatore anni 80

Interrail per i vacanzieri piú giovani, biglietti aerei cari come il fuoco, turismo fai da te pressoché impossibile.

Acquisto biglietti aerei o prenotazione di hotel su piattaforme online?

Mera utopia. Check in con un semplice click? Neanche per i piloti della NASA!

Eppure…si viaggiava meglio quando si viaggiava peggio?

Scorriamo insieme l’album dei ricordi e degli appunti di viaggio anni 80, per provare a capire cosa é cambiato e come si viaggiava prima della rivoluzione internet e delle torri gemelle!

1) Prima di Partire

Nelle mani di una Agenzia viaggi

Lavoro nobile e rispettabilissimo, quello delle agenzie viaggi.

Ma chi di noi non ricorda le ore seduti alla scrivania della signorina della agenzia alla quale si confidavano i sogni e le speranze come fossimo in un confessionale o sdraiati sul lettino di uno psicologo?

Ed affidare al ticchettio di terminale, l’emissione del’agognato.. biglietto!

Si, ma quanto mi costi?

Le compagnie low cost ovviamente hanno rivoluzionato il modo di viaggiare e costretto le compagnie di bandiera ad essere più competitive con i prezzi.

Anche (o forse: soprattutto) sui voli domestici avevano prezzi davvero proibitivi. Per non parlare degli intercontinentali!

E’ come musica

“E’come musica”, cantava l’indimenticabile Giuni Russo nella sua Alghero, colonna sonora della estate ’86.
Per ascoltare della musica in viaggio, che fosse in aereo o in treno, occoreva una attenta e scrupolosa programmazione: che il walkman fosse in perfetto stato, scorta di pile (per non rimanere scarichi) ed attenza selezione di cassette.

Unica alternativa, sui voli una stazione radio diffondeva un pot pourri di musica rock, musica leggera e musica classica.

Accetteranno le Lire?

Dollari, Rubli, Sterline, Franchi? Quanto ci portiamo dietro?
Hai già prenotato i Fiorini in banca?
Anche l’aspetto della piccola cassa per viaggiare richiedeva sforzi organizzativi non indifferenti. Ricorrendo spesso ad uno strumento che oramai è stato cancellato dalla memoria di tutto il pianeta: il travelers cheques!

11 Settembre

Ha cambiato le nostre vite, ha regalato nuove paure.

Ma soprattutto ha reso interminabili i controlli, ha reso obbligatori i metal detector condannandoci ad arrivare al terminal con anticipi fantozziani. Mentre negli anni ottanta, ci si poteva presentare 30-40 minuti prima del volo!

2) Agli imbarchi…

La Carta di imbarco al banco check in.

Nonostante oggi una App si può tranquillamente far carico di tutto, negli anni ’80 era un addetto della compagnia aerea che doveva picchiettare su di una tastiera color beige, illuminato dalla luce giallina o verdognola dello schermo, per ritrovare la nostra prenotazione ed emettere la sospirata carta di imbarco.

Armi e Bagagli

Nessun limite. Nessun extra costo (a meno che si stesse organizzando una specie di trasloco!) per gli oggetti voluminosi.

Perfino nelle cappelliere si potevano tranquillamente portare due o più valige.

Cosa mi posso portare a bordo?

Casse di birra, apribottiglie acuminati.. Perfino la bottiglia di grappa del nonno ci poteva fare compagnia in cabina, senza che nessuno temesse che fosse un ordigno pericoloso per il pianeta (magari per il fegato, si… ma il volo non correva rischi!).

Coltelli da Samurai? No problem. Cesto natalizio di formaggi, salumi e specie animali in via di estinzione, cucinati dalle sapienti mani della zia Matilde? Finchè c’è posto, avanti!

Un boccone prima di partire?.

I ristoranti di aeroporti e stazioni ferroviarie erano quanto di più triste si potesse incontrare. Qualche panino, normalmente freddissimo ed un poco stantio, pizzette con ombre rosse (tipo John Wayne) a ricordare il pomodoro e mozzarella in tetrapack.

Il toast forse la scelta piú saggia anche se secco e stopposo. Una insalata per i più fortunati.

3) Tra le nubi…

Paradiso per fumatori.

In aereo, ai “nicotina-dipendenti“ era concesso di accendersi una sigaretta. Una area di libertà che però era solo a poche file di distanza dai non fumatori.

Il fumo aleggiava un pò per tutta la cabina e all´arrivo ci si sentiva un pò tipo all’uscita della discoteca e si correva in hotel per un refresh degli abiti impregnati di fumo!

Come si mangiava meglio…

Forse non erano cucinati da cuochi stellati, ma su tutti i voli veniva servito un pasto decente. Poi è iniziato il mantra della razionalizzazione dei costi (tagliare, tagliare tutto il possible!) e dalla fine anni 80 i budget dei catering delle compagnie aeree sono crollati.

Ora per ammazzare la noia ed I mosti della fame, é buona regola quella di fare scorte di snack prima della partenza!

4) E’ in arrivo dal binario 7…

Dove ci vediamo?

Dove ci vediamo? In che punto esattamente? Come sei vestito?
Assolutamente importante organizzarsi PRIMA dell’arrivo.

Giacché senza telefoni cellulari non era piú possibile ritrovarsi specie in aeroporti o stazioni enormi. Occorreva conoscere bene l’aeroporto per individuare un punto dove inequivocabilmente ci si sarebbe dovuti incontrare.

E gli arrivi, sembravano il settori dei tifosi della Curva Sud, con cartelli di nomi di persone, di hotel, di aziende. Per conoscersi, per riconoscersi, per ritrovarsi.

Sapendo che l’ultimo asso nella manica era: l´altoparlante! “il Signor e la Signora Puzzetti sono attesi al banco accettazione“. Risolini, sguardi, imbarazzo… I parenti avevano perso i Signori Puzzetti!

..Telefono.. Casa..

Valore: duecento lire. Ed era l’unica chiave per aprire le porte della comunicazione con casa, famiglia, lavoro mentre eravamo in movimento. Un silenzio radio che poteva durare ore, giorni…

Per quelli veramente busy, in albergo c’era un fax ad aspettarli.

Noio volevan savuar…

Per andare dove dobbiamo andare.. per dove dobbiamo andare?
Mappe, cartine, depliant… portati da casa o reperiti dagli uffici informazioni turistiche o dalle concierge degli hotel, sostituiti ora dalle mappe interattive che ci dicono tutto su ristoranti, indirizzi utili, orari di apertura e chiusura dei musei.

Concludendo…
Decisamente i viaggi anni 80, avevano il sapore dell’avventura, il fascino della scomodità.

La ricchezza di vedere posti meno omologati rispetto ad oggi. Il mondo non era ad un click di distanza; luoghi, culture, tradizioni non erano sovraesposte e disponibili in qualsiasi momento.

Viaggiare era sicuramente molto più complicato e costoso.
Senza voler dare alcun tipo di accezione positiva o negativa alla parola, probabilmente era una esperienza molto meno “democratica“; non alla portata di tutti.

Oggi uno smart phone ha sostituito, per nostra grande comodità, l’agenzia viaggi, la biglietteria, lo sportello dei cambi valuta, l’ufficio informazioni, la cabina telefonica a gettoni, la reception del hotel…

Speriamo che non sostituisca anche noi.

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"Avevamo tutti quell´etá in cui non hai ancora deciso de mettere su famiglia o perderti per il mondo." Mediterraneo. Film datato 1991, in realtá ultimo film di Salvadores degli anni 80. Dopo aver vissuto gli '80 da teenager, é arrivata la scelta di: perdermi per il mondo! Prima la Germania, poi 15 anni di Asia (passati tra Shanghai, Tokyo e Singapore) e da qualche anno il Messico. Passioni? Il Design, la fotografia, i viaggi , la musica. E la buona cucina.

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