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Spandau Ballet – True

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Dopo aver parlato di alcuni dei singoli più famosi dei Duran Duran, oggi ci dedichiamo ai loro storici “antagonisti”: gli Spandau Ballet.

La rivalità tra i sostenitori dei Spandau e Duran in realtà si dice sia una cosa nata proprio qui in Italia: infatti nel resto d’Europa non c’era una divisione tra chi ascoltava i Duran o gli Spandau. Da noi però si crea una vera propria rivalità, due schieramenti opposti dei relativi fan.

Volevo parlarvi del singolo più famoso degli Spands, ovvero True.

Era il 1983 e in tutte le radio risuonava la voce del loro leader Tony Hadley. Il singolo è contenuto nel loro terzo album omonimo, che a differenza dei precedenti due, è caratterizzato da un sound e da testi molto più adulti e carichi di significato. Proprio per questo True diventa un successo internazionale – oltre 20 primi posti in tutta Europa – rimanendo per ben 4 settimane all’apice della classifica britannica; in Usa invece si posizionò al quarto posto della Billboard.

Il singolo viene composto da Gary Kemp, il chitarrista del gruppo. Una canzone d’amore, ispirata però da un sentimento platonico, da un amore mai consumato.

La versione extended, di oltre 6 minuti, è una fantastica ballata che vuole rendere omaggio a Marvin Gaye; infatti True si ispira molto alle sonorità e al modo di cantare del cantante della Motown.

«Volevo scrivere una canzone soul alla Al Green o alla Marvin Gaye. Ricordo che appena trovai la melodia chiamai Martin per fargliela ascoltare: è diventata una canzone che parlava del tentativo di scrivere una canzone d’amore a qualcuno che non conosceva i tuoi veri pensieri; ma quanto è difficile spiegare i tuoi sentimenti senza sembrare troppo sciocco!

Ero infatuato di Clare Grogan, che avevo incontrata a Top of the Pops e ho convinto mio padre ad accompagnarmi fino in Scozia per prendere un tè con lei e sua madre. Forse i miei sentimenti non erano corretti al 100% ma il nostro rapporto rimase puramente platonico»

Inoltre molti si ricorderanno il fantastico assolo di Sax di Steve Norman che troviamo a metà brano: anch’esso ha contribuito alla celebrità della canzone. Ma sono soprattutto il sound della band e la voce carismatica di Hadley a fare la magia di questo brano, di certo uno dei più rappresentativi della Golden Decade.

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