È morto a 50 anni Kavinsky, nome d’arte di Vincent Belorgey, uno degli esponenti più riconoscibili della musica elettronica francese a livello internazionale. Il suo nome resterà legato soprattutto a Nightcall, il brano pubblicato nel 2010 e divenuto celebre grazie alla sequenza iniziale di Drive, il film di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling.
Prodotta insieme a Guy-Manuel de Homem-Christo dei Daft Punk, mixata da SebastiAn e interpretata con Lovefoxxx dei CSS, Nightcall univa una voce maschile deformata e quasi robotica a quella più limpida della cantante brasiliana, creando un contrasto romantico e inquietante. Nel 2024 Kavinsky aveva eseguito il brano insieme ad Angèle e ai Phoenix durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Parigi.
La sua produzione era però molto più ampia. Attraverso EP come Teddy Boy, 1986, Blazer e Nightcall, e soprattutto con l’album OutRun del 2013, Kavinsky costruì un universo personale fatto di autostrade notturne, luci al neon, videogiochi e cinema degli anni ’80.
Il disco era concepito come la colonna sonora di un film immaginario e raccontava la storia di un uomo morto nel 1986 in un incidente con una Ferrari Testarossa, tornato successivamente sotto forma di creatura elettronica. Anche titoli come Testarossa Autodrive, Dead Cruiser, Roadgame, ProtoVision e Pacific Coast Highway sembravano appartenere a scene di inseguimenti di film mai realizzati.
Dopo una lunga assenza, nel 2022 pubblicò Reborn, realizzato con Victor Le Masne e Gaspard Augé dei Justice, ampliando il proprio linguaggio con nuovi arrangiamenti e collaborazioni vocali. A ricordarlo è stato anche Jean-Michel Jarre, con il quale Kavinsky discuteva spesso di sintetizzatori e musica elettronica.
Il suono di Kavinsky
Kavinsky iniziò a comporre utilizzando un vecchio computer Apple ricevuto dall’amico Mr. Oizo. Per i primi lavori impiegò anche una Yamaha DX7, sintetizzatore digitale fondamentale per il suono degli anni ’80.
Pur essendo spesso associato alle apparecchiature analogiche vintage, lavorava soprattutto con software e plug-in installati sul computer. Con Reborn passò invece a un metodo più fisico e tradizionale, sperimentando sintetizzatori, chitarre, sassofoni, archi e altri strumenti negli studi Motorbass di Parigi. Decise inoltre di limitare i campionamenti, preferendo parti suonate appositamente.
Le sue composizioni si basavano spesso su pochi elementi molto riconoscibili: un basso ostinato, una batteria elettronica potente, arpeggi di sintetizzatore, accordi dark e melodie. La tensione veniva costruita aggiungendo progressivamente nuovi strati, effetti, voci filtrate e improvvise variazioni ritmiche. Compressione marcata, riverberi profondi, vocoder e distorsioni contribuivano a creare un suono sospeso tra uomo e macchina. In Nightcall, per esempio, la voce di Kavinsky sembra provenire direttamente dal suo personaggio elettronico.
Nel suo stile si riconoscevano le colonne sonore minimali di John Carpenter, le atmosfere urbane di Jan Hammer, i paesaggi elettronici dei Tangerine Dream e le pulsazioni di Giorgio Moroder. Kavinsky rielaborò però questi riferimenti attraverso la potenza ritmica della French Touch, trasformandoli in una musica cinematografica, nostalgica e al tempo stesso moderna.
Con Vincent Belorgey scompare un artista capace di trasformare i ricordi degli anni ’80 in un mondo sonoro immediatamente riconoscibile, fatto di motori, sintetizzatori, strade deserte e luci al neon.
