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I cinepanettoni anni 80

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Che Natale sarebbe senza l’albero, il presepe, le luminarie, il cappotto che sa di frittura di pesce e… i cinepanettoni?

Sembra banale, eppure ormai da decenni facciamo tutti la corsa al cinema radunandoci intorno a quella che potremmo definire una versione trash del presepe: pellicole che più leggere e scanzonate – per usare due eufemismi – davvero non si può; che divertono grandi e piccini e, in fondo, anche critici e puristi (su cosa scaglierebbero i loro anatemi, altrimenti?).

Quest’anno intono ai cinepanettoni è ritornata la pace tra i protagonisti “divorziati” Christian De Sica e Massimo Boldi con un nuovo film nelle sale.

Noi degli Anni 80 non possiamo esimerci dal celebrare il cinepanettone, il cui capostipite (come tutti sanno) Vacanze di Natale vede la luce nel 1983. Solo un anno prima l’Italia aveva vinto i Mondiali di calcio; sull’onda della sensazione di onnipotenza che ne seguì, gli italiani volevano – fortissimamente volevano! – continuare a sorridere e a divertirsi.

Intercettando questo mood, e sulla scia di un altro straordinario successo, Sapore di Mare, i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina (regista e sceneggiatore) decidono di seguitare a raccontare storie di amori, bravate e canzoni vacanziere non più sulla sabbia dorata, ma sulle candide nevi.

Primo: la location esclusiva, oltre che meravigliosa, di Cortina d’Ampezzo. E badate, l’ambientazione italiana diverrà uno sbiadito ricordo per i cinepanettoni successivi, che preferiranno mete esotiche come Egitto e Caraibi, o gli Stati Uniti.

Secondo: la colonna sonora, molto più che coinvolgente (come nel caso di Sapore di Mare) perché composta da canzoni popolari e amatissime. Maracaibo di Lu Colombo, suonata al piano dall’animatore e incorreggibile latin lover Jerry Calà, Amore Disperato di Nada, la struggente Teorema di Marco Ferradini, fino a Vita Spericolata di Vasco Rossi e Moonlight Shadow di Mike Oldfield. Provate a pensarci: questi titoli fanno ancora parte della vostra playlist delle feste, o no?

Terzo: le belle donne (da sempre fondamentali, non solo in questo genere di film). Stefania Sandrelli, vera diva nei panni della moglie borghese e annoiata; una giovane Antonella Interlenghi; la compianta Karina Huff e addirittura Moana Pozzi in una brevissima apparizione.

Dulcis in fundo, il quarto ingrediente: la comicità degli attori. Accanto a Christian De Sica non c’è ancora Massimo Boldi (i due daranno inizio al loro sodalizio in Pompieri, 1985), ma gli altrettanto mitologici Jerry Calà, Claudio Amendola e Guido Nicheli.

Se ancora vi trattenete dal rivedere Vacanze di Natale, il primo e l’originale, ecco due battute che vi convinceranno a mollare i freni. La prima pronunciata proprio da Guido Nicheli (nel film, facoltoso marito della Sandrelli): «La libidine è qui, amore: sole, whisky e sei in pole position». La seconda di Riccardo Garrone (il commendator Covelli, papà di Christian De Sica): «E anche questo Natale… se lo semo levato dalle palle».

Buona visione!

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