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I conti tornano, e le contesse non si dimenticano

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contesse

Ricordo bene la prima cassetta arrivata a casa mia, nella primavera del 1980, insieme con l’ultima meraviglia della tecnologia: una radio con mangianastri.
Ce l’avevano regalata al negozio ed era (direi prevedibilmente) la compilation del Festival di Sanremo.

Avevo sei anni e mezzo e fino a quel momento avevo sentito solo musica di alto livello: il Te Deum dell’inizio dei programmi RAI, la sigla di Goldrake e Sandokan: per cui tutto quello che lo srotolarsi avanti e indietro del nastro consegnò alle mie orecchie mi fece più o meno schifo. Tutto tranne una canzone, “Contessa” dei Decibel.
Se vogliamo inquadrare Contessa dobbiamo tirare in ballo il punk e la new wave, ma la cosa che mi sembra notevole è che Contessa, col suo motivetto di piano e i vocalizzi di Ruggeri, riuscì ad arrivarmi dritta nel cervello per non uscirne più, segno che in quel gruppo c’era del talento. E in quel gruppo c’erano infatti, anche se ancora per poco, Roberto Turatti e soprattutto Enrico Ruggeri, che fin dal 1981 lasciò il gruppo per una carriera da solista rivelatasi decisamente fortunata.

Ruggeri fa una cosa rara in Italia, e cioè imposta una carriera in cui esplora praticamente tutti i generi: dopo il punk rock e la new wave, ha infatti successo con canzoni da classico cantautore italiano (Il mare d’inverno scritta per Loredana Berté nel 1983, Quello che le donne non dicono per Fiorella Mannoia nel 1987), tormentoni melodici (Si può dare di più con cui vince Sanremo nel 1987 con Morandi e Tozzi) e il pop-rock di Peter Pan (1990) e Mistero con cui rivince Sanremo nel 1993, decennio in cui si cimenta anche col progressive degli anni ’90 e il demenziale (Il vitello dai piedi di balsa con Elio e le storie tese).

Negli anni 2000 è la volta del genere acustico, mentre nel decennio in corso, dopo essersi tra l’altro messo alla prova come scrittore e come conduttore televisivo, Ruggeri si è accostato a sonorità indie: come dire che gli manca il liscio e poi ha chiuso il cerchio.
Nel frattempo comunque Enrico Ruggeri si è ritagliato un posto di riguardo nella musica italiana, proprio in quegli anni 80 in cui si afferma come autore.
Fra pochi giorni lo ritroveremo a Sanremo, dove canterà la canzone “Il primo amore non si scorda mai”.

Vuoi vedere che la contessa…

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