Home Arte Keith Haring ed il pop anni 80

Keith Haring ed il pop anni 80

33
Keith Haring
Se dovessimo riassumere in un solo nome l’arte anni ‘80, sicuramente la scelta ricadrebbe su Keith Haring. ​Nato in Pennsylvania nel 1958 e morto di AIDS a New York nel 1990, Haring fu il maggior esponente di quella che chiamiamo comunemente cultura pop​.

Incline al disegno sin da piccolo, inizió la sua carriera ispirandosi ai disegni di Walt Disney e Dr. Seuss​.
Ció che lo spinse ad intraprendere la strada dell’arte urbana, fu l’insofferenza per l’arte tradizionale, creando, così, una propria identità artistica fuori dal comune, che
caratterizza i suoi disegni, rendendoli facilmente riconoscibili ed unici nel suo genere.

La sua fama passò l’Oceano, fino ad arrivare in Europa. Haring espose in Francia, Olanda,
Belgio, Italia, Inghilterra e Germania, lasciando un segno indelebile, scrivendo un capitolo
importante della storia dell’arte moderna.
L’ultima opera pubblica di Haring fu eseguita proprio in Italia nel 1989, sulla parete esterna del Convento di Sant’Antonio a Pisa.
Si tratta di Tuttomondo​, descritta come un inno alla felicità, armonia, pace e vita, proprio nel momento in cui era in procinto di perderla a causa dell’AIDS, malattia molto diffusa in quel periodo storico. Il murales consta di 30 figure incastonate tra loro e disegnate attraverso una tecnica che prevede una stesura in linea continua.

Tuttomondo
Tuttomondo

È un’opera ricca di significati astratti, infatti, attraverso Tuttomondo, Haring ci trasmette la cura dell’uomo e della natura in un contorno prettamente armonico, caratterizzato dagli
animali antropomorfizzati, mentre, l’infinito ciclo di vita è rappresentato dalla figura d’uomo con un braccio all’interno del proprio corpo, che si unisce formando, per l’appunto, il simbolo dell’infinito.

In questo murales troviamo anche peculiarità sociali come l’uomo a forma di scala, simbolo di ambizione o quello con la testa a forma di televisione, che simboleggia
l’apertura verso il mondo.

In maniera generale, tutte le opere di Haring hanno come fine ultimo quello di dare un
quadro della società ed ispirare la popolazione a ritrovare quell’armonia e benessere che, a volte, viene sottovalutato e perso di vista, confusi dal marasma urbano.

È una comunicazione diretta ed universale, che esprime emotivamente, attraverso i colori
sgargianti, tipici del mondo dei fumetti, delle semplificazioni concettuali e razionali. Immagini leggibili, dunque, che, attraverso la loro semplicità, esprimono concetti complessi che nascondono diverse chiavi di lettura.

Articolo precedenteAlf torna sulla terra
Articolo successivoYoutuber e Videogames: un caso studio. A Modena Nerd l’autore della prima tesi di dottorato in Italia sulle star del web
Denise Carulli
Nata a Bari nel 1989, ultimo anno degli anni '80, ma non per questo il meno importante. Sempre con un occhio verso il passato, resta perennemente affascinata da quell'epoca che ha segnato la storia e che ha marcato in un certo qual modo tutti gli anni '90. È laureata in Lingue e Letterature straniere all'Universitá di Bari e, successivamente specializzata in Lingue per la comunicazione internazionale presso l'Universitá di Torino. Oltre agli anni '80, le sue grandi passioni sono la musica, il calcio (grande tifosa del Bari) ed il nuoto che pratica a livello agonistico, gareggiando in giro per il Mondo. Nei suoi viaggi, porta con sé la sua chitarra, fedele compagna d'avventure ed ha la valigia sempre pronta per seguire, lavoro permettendo, i concerti delle vecchie band rock, in attesa che qualche band nuova riesca a battere gli assoli di chitarra elettrica d'altri tempi. Attualmente lavora come redattrice web per www.habitissimo.it