Fabio Valerio
Fabio Valeriohttps://www.mondojapan.net/
Amante di manga, anime, cinema e cose insolite... "nulla mi stupisce, ma tutto mi incuriosisce"

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Master of the Universe: un’occasione mancata per rivivere l’He-Man anni 80

Gli eroi degli anni 80, special modo quelli animati, sono dei miti e come tali, quando si decide di riprenderli in mano, per realizzarne dei remake o trasformarli in opere live, bisogna farlo con molta attenzione e scrupolo.

Situazione che non è avvenuta nel caso del film “Master of the Universe” diretto da Travis Knight, il franchise cult di He-Man, derivante dalla produzione Mattel di una serie di giocattoli che seppero conquistare appassionati in tutto il mondo, non è riuscito a replicare quell’entusiasmo avvenuto nel decennio 80-90.

Il lungometraggio, risulta piuttosto banale e grottesco, con buchi narrativi e situazioni che allungano la pellicola senza apportare niente di specifico. Tutta la parte ambientata sulla Terra, lascia molto perplesso, inoltre Adam, per tutto il film, sia nella versione normale che in quella guerriera, non convince in quanto non è mai carismatico anzi la sua figura a volte viene sopraffatta da Teela, facendo sempre la figura del bamboccio.

La sceneggiatura molto banale, non si pretendeva una storia corale e chissà con quali colpi di scena, però c’è poco mordente, gli stessi combattimenti hanno il sapore di qualcosa di già visto.

Skeletor, forse è l’unico che riesce a tenere la scena, il suo scopo è impadronirsi della spada del potere, custodita nel Castello di Grayskull, per diventare il sovrano incontrastato del pianeta Eternia. Per far questo rapisce il Re Randon e la Regina Marlena ma la Maga, custode della spada del Potere, riesce a far fuggire l’artefatto insieme al Principe Adam ancora bambino, indirizzandolo sulla Terra…

Probabilmente ci si aspettava di vedere più azione, dei tanti personaggi realizzati dalla Mattel, molti non compaiono, altri fanno delle fugaci apparizioni e non sempre facilmente riconoscibili, ad esempio la dimora di Skeletor: la Snake Mountain con gli effetti in possesso oggi, si sarebbe potuta realizzare meglio, tanto che in certi frangenti, come nella scena del crollo della parete, si vede lontanamente che i detriti sono in polistirolo.

Si è persa una grande opportunità nel dar vita ad una saga che tutt’ora ha molti seguaci, il finale dell’opera, che lascia aperta ad un seguito, in cui compare la sorella di Adam: Sheera, sarà molto difficile che verrà realizzato.

L’impressione che si è avuto nell’assistere questo lungometraggio è che gli sceneggiatori, al posto di inventarsi qualcosa ispirandosi alle gesta di He-Man cartoons, abbiano rivolto il loro sguardo su titoli come Star Wars, Avatar, Il Signore degli Anelli, tanto che alcune sequenze sembrano ambientate in quei mondi.

Cosa rimane di questo film, forse la scena in cui Adam alza la spada al cielo e al grido “Per il Potere di Grayskull… vieni a me” scatta l’iconica musica del cartone animato.

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