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Pac-Man in Tv

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Pac-Man

Il gioco da tavolo della MB (il massimo dell’antistoricità, a pensarci adesso) me lo ricordavo bene, ma quando l’altra sera tornando a casa i miei figli mi hanno chiesto di vedere Pac-Man, ho pensato ad un’allucinazione o a un serio problema col mio fornitore di Barbera.

Invece, nella generale pochezza di idee del secolo nuovo, anche il povero Pac-Man è stato riesumato dalla sua tomba 640×480 e clonato in computer graphics, tirandone fuori una serie di cartoni animati per bambini.

Gioco da tavolo di Pac-Man
Gioco da tavolo di Pac-Man

La serie viene dal Giappone, e non c’è da stupirsi visto che anche il videogioco arrivava da quelle parti (Namco, 1980, nome originale… Pakkuman). Il titolo è ora “Pac-Man e le avventure mostruose” e va in onda su K2 dopo essere passata l’anno scorso su Disney XD. La storia è quella di Pacster (in seguito rinominato Pac-Man), l’ultimo “Giallone” rimasto nel Pac-mondo. Pac viene preso in giro dai suoi compagni di scuola perché crede che i fantasmi (un tempo nemici giurati del popolo dei Pac) esistano. Accidentalmente una sera Pac si ritrova in un giardino simile al labirinto dell’arcade degli anni 80 e, ritrovandosi di fronte ad una porta misteriosa, la apre e libera i fantasmi imprigionati nel Regno dell’Oltretomba. Il protagonista, insieme ai suoi amici Spirale e Cylindria, dovrà combattere contro gli spiriti e il loro capo Lord Betrayus, che vuole di impossessarsi del Pac-Mondo e dell’Albero della Vita.

Nella serie vi è anche l’immancabile Ghost Gang, ovvero Blinky, Inky, Pinky e Clyde. Ma a differenza che nei videogiochi passati, qua i quattro fantasmi sono alleati degli eroi. Come nel videogioco, invece, Pac-Man l’eroe del pianeta quando mangia le Super Bacche si trasforma e riesce a fagocitare qualsiasi cosa, inclusi i fantasmi. E dopo quello che abbiamo visto con Mario Bros, non è detto che non arrivi anche il film.

Come protagonista vedrei bene Vin Diesel, mentre al doppiaggio non mi dispiacerebbe il Lino Banfi di una volta.

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Nato nel 1973, ha di conseguenza preso gli anni 80 in piena faccia, e non si è più riavuto. Ha vissuto tra Piacenza, Milano, Parigi, Roma e Torino facendo il raccoglitore di pomodori, il programmatore, l'ingegnere, il ricercatore, l'insegnante, il dipendente pubblico, il pugile, il giornalista, il traduttore, il cassintegrato e il disoccupato. Si sposta solo in moto, detesta i social media e rilegge sempre gli stessi libri.

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