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Vietato ai minori, dal cinema alle edicole quante follie per ammirare le dive sexy

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sexy
Giovani, monelli e con una passione smodata per le attrici spogliate. Quelle celestiali diavolesse mozzafiato che prima sognavamo su giornaletti hot come “Blitz” e “Gin Fizz”, e poi correvamo ad ammirare sul grande schermo.
Serena Grandi su Gin Fizz nel 1986
Serena Grandi su Gin Fizz nel 1986

Eh sì, lo confesso, riuscire ad infilarsi al cinema aggirando il divieto esposto sui manifesti era il divertimento preferito di parecchi ragazzacci degli anni 80, periodo d’oro del softcore all’italiana.
Un piacere sottilmente proibito, quello di superare la cassa nonostante la fascetta V.M. 18, che nemmeno l’arrivo delle videocassette riuscì a scalfire (il boom de “La chiave” di Tinto Brass nella mitica vhs Domovideo finì semmai per aumentare gli insani appetiti adolescenziali).
A volte bastava spacciarsi per maggiorenni: spesso non chiedevano nemmeno l’età, e alla peggio ti sbattevano fuori.

Miranda
Miranda

Il mio personale premio Oscar per la figuraccia arrivò a 15 anni, nel 1985.
Davano “Miranda” di Brass e fummo tutti allontanati a male parole dalla maschera.
Quella sera il gestore fu irremovibile.
Volarono pure minacce al proiezionista.
Che sfiga fotonica non poter sbirciare le generose forme di Serena Grandi in pellicola.
E che smacco dover tornare a casa, con la coda tra le gambe, a vedere “Premiatissima” con Johnny Dorelli su Canale 5.

Al contrario, andò tutto meravigliosamente liscio con “La gabbia” di Giuseppe Patroni Griffi. Magra consolazione, visto che Laura Antonelli non era più lo schianto di “Malizia”.
La folgorante apparizione delle conturbanti sorelline Marsillach, Blanca e Cristina, valse però il prezzo del biglietto.

Archiviata per sempre la stagione dei “Pierini”, delle liceali sporcaccione e delle sexy infermiere (con il volto e il corpo di Edwige Fenech, Gloria Guida, Barbara Bouchet, Nadia Cassini o Anna Maria Rizzoli), a turbare le fantasie erano soprattutto le imperatrici del cinema erotico Serena Grandi, Stefania Sandrelli, Lilli Carati, Monica Guerritore, Florence Guérin, Francesca Dellera, Katrine Michelsen.

A metà anni 80 il porno-soft sembrava inesauribile, come il numero delle muse che Cinecittà scopriva ogni mese.
Un’ondata di titoli e manifesti lussuriosi, celebrata pure in edicola non solo da un pugno di settimanali piccanti. Persino l’autorevole magazine a grande tiratura “Ciak si gira” si gettò nel filone, con rubrica fissa e puntatine in zona hard (memorabile il reportage dal set di “Fantastica Moana”).

Mica scherzava la redazione del direttore Gigi Vesigna!
Fantastica Moana
Fantastica Moana