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I Cube

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Dopo esserci dedicati per alcune puntate a cantanti e gruppi internazionali come Spandau Ballet, Phil Collins, Genesis, oggi torniamo nel nostro amato stivale per immergerci di nuovo nel fantastico mondo della dance made in italy.

Abbiamo già parlato di gruppi come i Novecento, i My Myne e i Meccano; oggi ci concentreremo su una band che non ha nulla da invidiare a queste appena citate, e che anzi ad inizio anni 80 riuscì a tenere testa ai Duran Duran nelle classifiche di tutto il mondo!

I Cube sono un gruppo italo-inglese composto da Serse May, Paul Griffiths e Rudy Trevisi. I primi due ovviamente sono di origini inglesi, mentre il terzo è un italiano di Mirandola, nel modenese: lo stesso paese del loro produttore Mauro Malavasi (lo stesso dei My Mine, Change, Richie Family… ).

Il trio dei Cube a inizio anni 80 impazzava in tutta Europa: i loro brani come abbiamo detto riuscirono a scalare le classifiche mondiali, e di sicuro vale la pena ricordare brani come “Two Heads are Better Than One” del 1982, che venne utilizzata come sigla del famoso programma musicale Discoring e “Prince of the Moment” del 1983.

Entrambi i brani sono ricchi di sonorità tipiche del periodo, con sintetizzatori e drum machine; e nonostante il ritmo e i suoni molto ballabili, anche i testi sono carichi di significato: ad esempio “Two heads are better than one” parla di una storia d’amore tra due ragazzi.

Beh ora direi di riascoltare queste 2 grandi perle della dance italiana ormai ultra 35enni, ma capaci ancora di regalare forti emozioni!

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Matteo Redigolo, mi conoscono su Twitter come @80sLOV e sono un grande appassionato del decennio ottanta (ma anche di quello precedente). Fan di Sabrina Salerno, Duran Duran, Spandau Ballet, Samantha Fox....

1 COMMENTO

  1. I Cube sono straordinari e io che nel 1982 avevo 12 anni e frequentavo le scuole medie,me li ricordo benissimo e li amo tuttora che ne ho 51 e faccio il tastierista con artisti di poesia e teatro. Adoro tutta la musica degli anni 80 e lo dico in assoluta sincerità senza assumere droghe e senza esaltazione nè fanatismo, è stato un decennio meravigliosamente creativo che mi ha stimolato a comporre nel futuro. Sono Gianfranco e faccio il musicista,anche se non guadagno abbastanza con la musica,ma non smetto di amarla. Grazie per l’opportunità.

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