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Tears for Fears – Shout

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Negli anni 80 i Tears for Fears hanno pubblicato delle grandi canzoni, ricche di significato.

Vi ho già parlato di Mad World e di Everybody wants to rule the world, oggi vi parlo di un brano del 1984, che come Everybody wants to rule the world è contenuto nell’album Songs from the Big Chair: sto parlando di Shout, probabilmente il loro singolo più famoso.

Con l’album “Songs from the Big Chair”, prodotto da Ian Stanley e Chris Hughes, la musica dei TFF diventa più raffinata e studiata, i testi offrono una intensa visione della realtà nell’era di Ronald Reagan negli USA e di Margaret Thatcher nel Regno Unito.

Il titolo dell’album si ispira ad una mini-serie britannica, Sybil, dove una donna dalla personalità multipla spesso si rifugia nella sua personale “grande sedia”.

Shout è uno dei brani di punta della band ed anche uno dei brani più riconoscibili degli anni 80: ricco di sonorità, melodie e strumenti come sintetizzatori e drum machine che fanno subito pensare al decennio dorato.

Shout significa grido, e i Tears For Fears si preoccupano (come del resto gli U2 e i Simple Minds) della situazione politico-sociale del periodo, in cui la popolazione di mezza Europa era preoccupata per la Guerra Fredda.

Abbiamo quindi un’altra canzone anti-Cold War, come Another Brick in the Wall dei Pink Floyd o 99 Luftballons dei Nena.

Come raccontano i Tears for Fears, Shout “Riguarda la protesta in quanto incoraggia le persone a non fare cose senza metterle in discussione.

La gente agisce senza pensare perché è così che vanno le cose nella società, quindi è una canzone generale, sul modo in cui il pubblico accetta qualsiasi vecchio dolore che gli viene gettato.”

Il singolo Shout raggiunge la vetta della classifica Billboard negli Stati Uniti, e in poco tempo diventa uno dei brani di maggior successo di quell’anno, arrivando ai primi posti delle classifiche in molti Paesi, tra cui Australia, Belgio, Germania, Svizzera, Regno Unito e anche da noi in Italia, dove tocca la seconda posizione.

Il video promozionale di “Shout”, girato alla fine del 1984, è stato il secondo video dei Tears for Fears diretto dal famoso produttore di video musicali Nigel Dick. Presenta filmati di Roland Orzabal e Curt Smith a Durdle Doornel Dorset, in Inghilterra, e una performance in studio con la band che suona la canzone in mezzo a una folla di familiari e amici.

Secondo quanto riferito, il video costò solo 14.000 sterline per la produzione. Insieme al video di “Everybody Wants to Rule the World”, il video di “Shout” ha contribuito notevolmente al successo dei Tears for Fears in America finendo in rotazione continua sul canale video musicale MTV.

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