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Italia, rispolvera l’Italo Disco!

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Oggi torno a parlare dell’italo disco, dopo aver trattato sia l’argomento in generale dedicandomi principalmente alla storia di questo genere musicale “Made in Italy”, sia i brani più famosi, da quelli di inizio anni 80 come I Like Chopin o Happy Children, a quelli di fine anni 80 come Boys o Easy Lady. Un racconto di circa 15 anni, che va da fine anni 70 ai primi anni 90.

Dopo questo periodo, l’Italia ha messo in soffitta l’italo disco, cosa che non accadde in altri Paesi europei, dove il genere si evolse nell’High Energy, e dove questi brani snobbati dalle radio italiane vengono ancora ampiamente riproposti.

Negli anni 80 la disco Made in Italy spopolava in tutta Europa, i singoli raggiungevano le vette delle classifiche, a volte trovandosi a competere con star come Madonna o Michael Jackson. Gli italiani andavano fieri di questo genere: melodie semplici, suoni futuristici, un bel canto e, soprattutto, brani capaci di riempire le piste. Canzoni pensate per le discoteche, ma che ottennero un successo incredibile anche in radio.

Quello che non riesco a capire è perché, mentre in molte zone dell’Europa i brani di produzione italiana siano ancora molto apprezzati, e i cantanti sono dei veri e propri idoli, da noi l’italo disco sembra essere stata nascosta sotto un tappeto. Molti artisti italo disco come ad esempio Gazebo, Savage, Martinelli, Sabrina dovrebbero godere di maggiore considerazione qui da noi, visto che grazie ai loro brani di produzione italiana, pur se spesso cantati in inglese, hanno portato alto il nome dell’Italia all’estero, dove oggi sono ancora molto ben voluti.

L’italo disco ha influenzato in tutta Europa le radio e le mode e molti cantanti stranieri si sono ispirati alla dance italiana per i loro brani. Il caso più eclatante è quello dei Pet Shop Boys, che hanno dichiarato di essere ossessionati dalla musica italo disco, al punto che negli anni 80 il loro desiderio era quello di voler diventare famosi nel nostro Paese! (Cosa che tra parentesi gli è riuscita benissimo).

Mentre noi l’abbiamo oscurata per almeno due decadi, all’estero l’italo disco continuava a proliferare, a seminare e affascinare estimatori, specie nei Paesi del nord come Olanda, Danimarca, Germania, Russia, dove ci sono programmi radiofonici dedicati alla dance italiana, grandi concerti e revival.

Ad esempio in Olanda c’è “I venti d’azzurro”, un programma radiofonico, che permette ai grandi artisti italo disco di pubblicare oltre ai loro grandi successi anche nuovi singoli, grazie all’etichetta “Venti d’Azzurro Records”. In Germania nel 2018 è stato realizzato un documentario sull’italo disco, dal titolo significativo: “Italo Disco Legacy” , a testimoniare il peso di questo patrimonio di canzoni.

La casa di moda Gucci invece, ha realizzato un piccolo corto, con Simona Zanini, Alberto Styloo, Fred Ventura: “Distant Planet: the Six Chapters of Simona’” dove si racconta la storia della cantante dei Martinelli.

Quindi non trattiamo questi brani come qualcosa di banale: non sono solo canzonette, e al di là delle Alpi la nostra musica ha tutto un altro significato. Un genere musicale che inizialmente anche l’Italia snobbava: volevamo solo imitare la disco americana, ma alla fine abbiamo fatto di meglio, tanto che questo genere nel tempo ha acquisito una propria identità. Spero che come all’estero anche in Italia si recuperi questo genere, che ha permesso al nostro Paese di diventare un punto di riferimento per la musica internazionale.

Mi auguro che l’Italia, riscopra l’italo disco, una rinascita, un nuovo inizio!

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