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L’Italo Disco e lo spacesynth di Koto

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Dopo una serie di articoli sulla musica internazionale, è bello tornare nel nostro amato stivale e dedicarci ad un progetto italo disco diciamo diverso dagli altri! Il gruppo, di cui parleremo oggi ha uno stile tutto diverso dalla musica italo che a cui siamo abituati, tipo Martinelli, Radiorama… potremmo definire i Koto come “fratelli” dei Cyber People: il loro genere musicale deriva sì dalla italo disco, ma mescolata con la musica synth, da qui il nome Spacesynth.

Il gruppo viene fondato nei primi anni 80 dai produttori Anfrando Maiola e Stefano Cundari, e decide fin da subito di focalizzarsi sulla musica strumentale. Il nome che viene scelto per il progetto è Koto, uno strumento musicale a corda asiatico molto simile ad un’arpa. Il duo cercava di riprodurre i suoni di questo strumento con i sintetizzatori, per adattarli alla musica dance del periodo.

Il boom di Koto avviene tra il 1982 e il 1985 con il primo singolo Chinese Revenge, che viene pubblicato dall’etichetta Cellophane Records. I due iniziano ad essere notati dal pubblico, tanto che l’anno successivo nel 1983 Stefano Cundari assieme all’altro produttore Stefano Zanni fonda la Memory Records, una delle etichette italo più famose della storia, che inizialmente si dedica alla produzione di brani appunto del genere spacesynth e strumentali: Hipnosis, Cyber People e gli stessi Koto, poi anche Duke Lake, Baby’s Gang, Ken Laszlo, Brian Ice e tantissimi altri.

Grazie a questa nuova etichetta, nel 1983 esce il secondo singolo Japanese War Game che viene pubblicato oltre che in italia anche in Germania, Svizzera Belgio e Svezia; ma a mio parere il top dei Koto è sicuramente il singolo del 1985 Visitors, pubblicato in mezza Europa sempre della Memory Records. Lo stile resta invariato, musica strumentale carichissima di sintetizzatori; quello che contraddistingue Visitors è che all’interno troviamo un campionamento della mitica risata finale di Thriller di Michael Jackson. Ad oggi Visitors è considerato un classico del genere italo disco.

Altra grande hit del gruppo è Jabdah del 1986, che conquistò le classifiche tedesche, austriache e svizzere per alcune settimane: fu in questo periodo che i critici musicali coniarono il termine spacesynth, dalla combinazione di musica dance e synth. Poi ricordiamo il singolo del 1988 Dragon’s Legend e le varie raccolte e mix dei loro singoli, come Koto Mix.

Nel 1989 la casa discografica ZYX acquista i diritti della Memory Records e chiede al produttore olandese Michiel van der Kuy – quello dei Laserdance – di remixare le vecchie tracce dei Koto: esce Masterpieces, contenente remix dei Koto ma anche composizioni del compositore olandese. Per tutti gli anni 90 la ZYX continua a promuovere il nome Koto, con vari singoli e remake.

Fu solo nel nuovo millennio che Koto, sotto il fondatore Anfrando Maiola, tornò con nuovi pezzi, fedeli al motto Koto Is Still Alive. Da allora Maiola ha riacquistato i diritti sul nome del gruppo. Lo stile musicale di Koto fu adattato alla nuova era della trance e della techno music.

Oggi Maiola è Still Alive e spesso si esibisce in giro per l’Europa, con i suoi sintetizzatori che lo hanno reso uno tra i fondatori del genere Spacesynth e creatore di grandi singoli destinati a restare pietre miliari della dance!

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