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“Occhi di gatto”: quando le sorelle tornano, ma a Parigi

Stasera su Rai 2, alle 21:20, si riaccendono le luci sul trio che tante volte abbiamo seguito con il cuore in gola: tre ladre, belle, astute e – come sempre – capaci di mescolare azione, mistero e quel fascino un po’ sfuggente che solo una storia anni ’80 può avere. Ma stavolta cambia la scena: non più il Giappone, ma Parigi, capitale delle luci e delle ombre.

Sì, è la versione francese di Occhi di gatto, il remake live-action del manga (diventato poi anime) di Tsukasa Hōjō.

Cosa resta, cosa cambia

Resta lo spirito originale: tre sorelle, l’abilità nei furti, l’onestà sotto sotto. Il mangaka stesso ha seguito la produzione per assicurarsi che queste caratteristiche non venissero snaturate.

Cambia il contesto, la cornice: la storia si sposta in Francia e viene attualizzata, i nomi saranno quelli italiani/doppiaggio anni ’80 per renderla immediatamente familiare al pubblico italiano.

La storia della prima puntata

  • Siamo a Parigi, ottobre 2024: Tamara, Sylia e Alexia, le tre sorelle, si ritrovano dopo 12 anni dalla morte del padre e dall’incendio della sua galleria.

  • Tamara sospetta che quell’incendio non sia stato un incidente: qualcuno voleva i quadri del padre. Vuole far chiarezza.

  • La mossa iniziale? Una mostra alla Tour Eiffel. Tamara ruba un quadro appartenuto al padre, sperando che sia un modo per far tornare le sorelle – e per avviare l’indagine.

Creare un remake non è mai facile: rischi di perdere la magia, o di renderlo qualcosa che sembra un omaggio vuoto. In questo caso, però, la produzione sembra aver cercato un equilibrio: rispettare l’essenza del manga/anime ma riportare il racconto in un contesto attuale, con personaggi più vicini a noi.

In più, c’è quel dettaglio che piace agli affezionati: la sigla francese anni ’80 — Signé Cat’s Eyes — che ritorna reinterpretata da Anne Sila. Un richiamo potente agli anni in cui Occhi di gatto non era solo un cartone, ma un rito del pomeriggio.

Io, che quegli anni li ho vissuti, so bene quanto un cartone come Occhi di gatto fosse una promessa: sognare di essere un po’ altrove, sperare che dietro la finestra ci sia sempre qualcosa di misterioso che aspetta di essere scoperto. Questa nuova versione potrebbe fare lo stesso: riportare quella sensazione, ma con le sfumature e le complessità di oggi.

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